“Un anno fa quando sono stato eletto – ha affermato il rettore Moriconi – ho detto che avrei puntato molto sull’internazionalizzazione dell’Ateneo, per farlo tornare come era in passato e ci sto riuscendo con l’aiuto di tutti, con i 28 delegati, con tutto l’Ateneo. L’incontro con il Kazakistan va in questa direzione. Perugia offre tanto sul piano culturale con le Università, l’accademia di belle arti, il conservatorio musicale, la scuola di giornalismo radio-televisivo, pronte ad accogliere giovani dal Kazakistan. Come Ateneo stiamo lavorando a una convenzione con il Paese euroasiatico che consenta scambi di studenti e docenti; relazioni culturali che possono poi portare anche a rapporti di natura economica a commerciale”. All’incontro, moderato dal dottor Randazzo, sono intervenuti la professoressa Dianella Gambini, in rappresentanza del professor Giovanni Paciullo, Rettore della Stranieri, i professori Ambrogio Santambrogio, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche, Fabio Maria Santucci ed Elena Stanghellini, delegati del rettore, rispettivamente, per la cooperazione internazionale e per le eelazioni internazionali, il console onorario del Kazakistan a San Marino Giovanni Pomponi. La Gambini ha sottolineato come siano già stati 187 gli studenti kazaki ad aver frequentato i corsi a Palazzo Gallenga e come siano aumentati i giovani del Kazakistan che hanno usufruito delle borse del Ministero per gli affari esteri. L’ iniziativa odierna, è stato sottolineato in modo corale, ha l’obiettivo di gettare un ponte nelle relazioni tra i due Paesi e sensibilizzare le università verso partenariati e collaborazioni sempre più forti; vuole essere il punto di partenza di una collaborazione solida e scientificamente di primo livello grazie allo scambio di docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo tra le Università di Perugia e di Astana.
“L’Italia è ritenuta, in Kazakistan, uno dei migliori Paesi del mondo, oltre ad essere terzo partner commerciale dopo Russia e Cina; è considerata come esempio nella moda, nel cibo, nella cultura e siamo convinti che da un’amicizia sempre più stretta e solida ci sia solo da guadagnare” ha detto l’Ambasciatore Yelemessov, che ha ricordato i “numeri” della crescita del Paese da quando si è reso indipendente dall’Unione Sovietica e anche le peculiarità geografiche, etniche, religiose, economiche di una Nazione che sta bruciando le tappe, con la capitale Astanà che, nel 2017, dopo Milano, accoglierà l’Expo. “L’incontro odierno deve essere occasione di una più approfondita conoscenza reciproca – ha aggiunto Yelemessov – e per rafforzare ulteriormente i legami partendo dalla cultura e dall’arte che sono ponti ‘vivi’ fra i popoli”.
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