lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Lavoro in Umbria: continua il tracollo delle assunzioni a tempo indeterminato. Superati i 2 milioni di voucher

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Cgil e Ires all'attacco: "L'Umbria, ancora una volta, risulta essere la regione italiana con il calo percentuale più consistente. Pronti a cancellare le storture del jobs act con i nostri referendum".

 
Lavoro in Umbria: continua il tracollo delle assunzioni a tempo indeterminato. Superati i 2 milioni di voucher
Regione Umbria.  “I dati aggiornati dell’Osservatorio nazionale dell’Inps sul precariato (gennaio-ottobre 2016) confermano le valutazioni più volte sottolineate dalla Cgil e dal suo istituto di ricerca Ires. Infatti, continuano a crollare le assunzioni a tempo indeterminato scese a 10.111 unità nei primi 10 mesi dell’anno dalle 17.689 dello stesso periodo del 2015. Un livello che è inferiore anche al dato 2014, quando le assunzioni erano state 10.522”. A parlare sono la segretario regionale della Cgil Uliana Renelli e il presidente Ires Mario Bravi: “L’Umbria, ancora una volta, risulta essere la regione italiana con il calo percentuale più consistente (-42,8% contro una media nazioanle del -20.9%). E anche le trasformazioni in contratti a tempo indeterminato di altre tipologie contrattuali sono crollate più della media (-42%). Nei primi 10 mesi dell’anno in Umbria – hanno fatto notare – le assunzioni a termine sono state 37.948, quelle con contratto di apprendistato 3.823 e 2.556 quelle stagionali. Solo il 18,2% delle nuove assunzioni effettuate in Umbria risulta essere con contratto a tempo indeterminato, contro una media nazionale del 22%”.

Problema voucher Quello che si registra, dunque, “è un costante peggioramento della qualità dei rapporti di lavoro in essere nella nostra regione. Lo dimostrano anche in maniera allarmante la continua ed inarrestabile crescita dei voucher, forma moderna di estremo imbarbarimento del mercato del lavoro, che non prevede nessun tipo di tutela rispetto a diritti fondamentali come la maternità, le ferie, la malattia, etc.). Secondo l’ultima rilevazione dell’INPS nei primi 10 mesi del 2016 i voucher in Umbria hanno già varcato la quota dei 2 milioni (2.084.397 per l’esattezza), con un incremento del 33% rispetto all’anno scorso e un +66,8% rispetto al 2014. Si può quindi ipotizzare che a fine 2016 saranno oltre 30mila i lavoratori umbri che hanno sperimentato questa nuova forma di sfruttamento”. Per Bravi e Renelli è quindi arrivato il momento di “modificare profondamente le politiche economiche attuali, che si basano tutte sulla compressione delle condizioni dei lavoratori, e cancellare, anche con i referendum proposti dalla Cgil, le storture del Jobs act a partire dai voucher”.

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