“L’abolizione del listino – per Leonelli – rappresenta per l’Umbria una vera e propria rivoluzione, che rompe un elemento di conservazione e restituisce ai cittadini il pieno diritto a scegliersi i propri rappresentanti”. “Abbiamo – inoltre – fatto dell’introduzione della preferenza di genere una priorità, nella consapevolezza che la qualità delle istituzioni migliora con la presenza delle donne e con l’ambizione di avere un consiglio il più paritario possibile. Il voto di oggi sancisce il successo di una battaglia condotta all’insegna dell’innovazione e della parità”. Infine, il collegio unico: “Il Pd ha scommesso su un nuovo regionalismo, archiviando battaglie di campanile e rendite di posizione territoriali e sostenendo l’idea di una regione che deve ragionare da regione e che ha bisogno di uno scatto in avanti, di scelte coraggiose, di una classe dirigente all’altezza”.
“Rispetto alle polemiche sorte nelle ultime settimane su alcuni aspetti della legge – ancora Leonelli – ritengo doveroso precisare che ad oggi tutte le regioni hanno presidenti eletti con il turno unico e tra quelle che stanno modificando i loro sistemi elettorali solo la Toscana ha scelto il doppio turno. Le regioni non sono organi amministrativi, ma di rappresentanza e in più l’elezione diretta del presidente porta con sé la necessità di certificare maggioranze certe e assicurare governabilità”.
“Ci tengo – infine – a ringraziare il capogruppo e tutti i consiglieri dello sforzo fatto per trovare una sintesi e assicurare all’Umbria una legge elettorale buona e ragionevole, che porta elementi di innovazione importanti nel segno della trasparenza e della governabilità”.
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