martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Legge elettorale regionale, aperta la due giorni di discussione a Palazzo Cesaroni

Redazione Perugia Online

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La mattinata si è aperta con la relazione di maggioranza del consigliere Smacchi e quella di minoranza, di Stufara

 
Legge elettorale regionale, aperta la due giorni di discussione a Palazzo Cesaroni

Perugia – E’ iniziata la due giorni in consiglio regionale sulla nuova legge elettorale. La discussione generale è stata aperta dalla relazione di maggioranza, del consigliere Andrea Smacchi, presidente della commissione Statuto. E’ seguito l’intervento della minoranza, con Damiano Stufara. Quindi gli interventi di Alfredo De Sio (Fdi), Massimo Mantovani (Ncd), Sandra Monacelli (Udc) e Paolo Brutti (Idv).

Smacchi – Per il presidente della commissione statuto la legge elettorale in discussione è una legge che salvaguarda “rappresentanza e rappresentatività”. Smacchi ha ripercorso il lavoro della commissione, dove sono state svolte 19 sedute. “Invito tutti i colleghi a fare un ulteriore sforzo per riaprire un confronto costruttivo sul testo al fine di mettere a disposizione della nostra Regione la migliore legge elettorale possibile in questo particolare contesto storico”, ha detto Smacchi in riferimento alla non partecipazione delle opposizioni ai lavori finali della commissione.

I contenuti – La legge elettorale prevede il turno unico, con criterio proporzionale e con applicazione di un premio di maggioranza, assicurando il rispetto delle minoranze. Sarà proclamato eletto il candidato presidente che ha ottenuto il maggior numero di volti valiti. Sarà unico il collegio elettorale “perché più conforme al mutato quadro nazionale” ha detto Smacchi. Sarà eliminato il listino bloccato ed è stato eliminato il voto disgiunto. Il premio di maggioranza, alla lista o alla coalizione di liste collegate al candidato alla presidente della Giunta risultato vincitore, sarà di 12 seggi, alle minoranze ne andranno 8. Per i candidati alla presidenza non eletti, è prevista l’elezione a consigliere regionale se collegati a liste che abbiano conseguito almeno un seggio. Il numero delle firme sarà da 1.500 a 2.000, ma nel 2015 il numero di firme necessario sarà 750-1.000. Le liste devono avere un numero di consiglieri non inferiore a 16 e non superiore a 20. Per la rappresentanza di genere, nessuno dei due generi deve essere presente in misura maggiore al 60%. Uno o due i voti di preferenza che potranno essere espressi. Nel caso della doppia preferenza, una dovrà essere femminile. Il sistema di ripartizione dei seggi sarà proporzionale Hagenbach – Bischoff. Prevista una soglia di garanzia e di salvaguardia per le minoranze alle quali sono in ogni caso riservati almeno otto seggi su venti. Per evitare che il sistema proporzionale del quoziente produca maggior tutela delle formazioni politiche più forti e penalizzazione delle formazioni più deboli, si è prevista la possibilità per i piccoli partiti, facenti parte della coalizione risultata vincente, che non abbiano conseguito seggi a quoziente pieno o con i resti, di accedere alla ripartizione dei seggi del premio di maggioranza a patto che abbiano superato il 2,5 per cento dei voti validamente espressi nel caso in cui una lista regionale avesse diritto a conseguire oltre dieci seggi complessivi. Ridotte anche le spese elettorali.

La relazione di minoranza – “Atto di arroganza politica, che l’Umbria rischia di pagare caro – ha detto Damiano Stufara (Prc) – Nella precedente legislatura la legge elettorale venne votata a grandissima maggioranza, perché ci fu un percorso e un esito condiviso. La proposta oggi in discussione rischia di essere inoltre esposta a censure. Alla fine di maggio gli umbri eleggeranno solo 20 consiglieri regionali oltre al presidente. Una assemblea così ristretta è di per sé una compressione della democrazia. Grande è quindi la responsabilità che ha quest’Aula nel redigere la nuova legge elettorale, che non deve essere scritta per meri interessi di parte. È in ballo, in questa battaglia di democrazia, anche la capacità di dimostrare un adeguato livello di autonomia verso il governo centrale”. Per Stufara la proposta è stata incentrata troppo su interessi di parte.

Le opposizioni – Alfredo De Sio (Fdi) ha parlato di una “Regione con deficit di futuro, perché non cresciamo, ma anche deficit di rappresentanza e di democrazia. Addirittura – rispetto al 2010 – si sta facendo un passo indietro”. Duro anche l’intervento di Mantovani. “E’ antidemocratica e anticostituzionale la distribuzione dei seggi – ha detto – e mi tengo le mani libere per qualsiasi intervento”. “Questa è una legge elettorale cucita sull’opportunità e la convenienza di chi governa – ha detto Sandra Monacelli (Udc) – la governabilità si garantisce con i voti, non con gli aiutini”. Da Paolo Brutti (Idv), l’allarme su un atteggiamento autosufficiente del governo regionale, che potrebbe far aumentare l’astensione nelle urne.

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