“Solo così – spiega il capogruppo pentastellato – sapremo quanto la Regione abbia finora tenuto al rispetto non solo dei propri cittadini, ma anche dei denari pubblici che gestisce e munificamente eroga a Trenitalia: infatti la violazione da parte del vettore degli obblighi di servizio comporterebbe significative economie proprio per le casse regionali, con ingenti decurtazioni delle somme dovute a Trenitalia. Oppure – si chiede – è stato più importante coltivare la contiguità ideale con i Governi di turno e coi dirigenti apicali di Trenitalia, Ferrovie dello Stato, Rfi, Italferr, etc., etc., tanto da non disturbare mai l’amico manovratore?”.
Liberati fa dunque sapere che “nelle prime ore del 2016 è partita una severa richiesta del M5S per l’accesso a documenti tuttora ignoti, ma inerenti la ‘polpa’ dei rapporti aperti tra Regione e Trenitalia, nell’attesa di leggere il testo del nuovo Contratto di servizio, altro mistero umbro. La presidente della Regione, infatti lo dava per ‘pronto’ già nel maggio scorso: ma quando mai? Chi l’ha visto? Siamo in ritardo di ben due anni, senza che Catiuscia Marini fornisca ragionevoli spiegazioni, senza che si conoscano costi, qualità assicurata, livello delle sanzioni irrogabili in caso di disservizi”.
In conclusione, per il M5S si tratta della “consueta dozzinalità con cui le Giunte regionali da tempo (non) affrontano il tema dei trasporti, un vero e proprio disimpegno politico: la controprova è rappresentata dallo stato comatoso delle strade ferrate e asfaltate dell’Umbria, condizione ormai diffusamente nota, salita ai ‘disonori’ delle cronache nazionali”.
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