L’uomo infatti, in preda ad un attacco d’ira, l’ha afferrata al collo per colpirla poi con un violento schiaffo al volto. Evidenti i segni delle percosse subite: graffi, escoriazioni e lividi. A quel punto, spaventata, si è rifugiata in camera e, chiusa a chiave la porta, ha chiamato il 113 per chiedere aiuto. Nel frattempo però il fratello è andato via di casa per fare ritorno nella propria abitazione di Perugia. Gli agenti, di fronte all’evidenza della violenza perpetrata alla donna, hanno avviato i primi accertamenti scoprendo che l’uomo era titolare di una licenza di porto di fucile e deteneva regolarmente delle armi.
La perquisizione nell’appartamento ha permesso agli agenti di scoprire un vero e proprio arsenale: all’interno sono stati rinvenuti un revolver, le relative munizioni non denunciate, una doppietta apparentemente disattivata ma in realtà funzionte. Per l’uomo è scattata a quel punto inevitabile la denuncia per il reato di cui all’art. 697 c.p. per aver omesso di denunciare la detenzione di munizionamento e, in base alla Legge 895/67, dovrà altresì rispondere del reato di detenzione illegale di munizionamento da guerra e di armi che grazie anche al personale specializzato della polizia amministrativa giunto in ausilio, sono state sottoposte a sequestro penale. Inoltre è stata ritirata a titolo cautelativo, anche la licenza di porto di fucile per evitare che l’uomo possa acquistare e detenere nuove armi.
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