Affitti sfitti – L’Acropoli, il centro commerciale naturale della città dove, a causa dei costi troppo alti delle locazioni, i negozi restano sfitti. Un fenomeno diffuso, in particolar modo nelle zone più prestigiose della città, dove per una mensilità di pochi metri quadrati si arriva a pagare anche oltre i 2mila euro al mese. Poi ci sono delle locazioni di proprietà del Comune di Perugia, un centinaio in tutta la città, con affitti agevolati. Tra queste, 43 sono spalmate sui punti strategici dell’Acropoli: corso Vannucci, la rinnovata piazza Matteotti, via Oberdan e Sant’Ercolano. In un momento di crisi profonda e in cui investire nel centro storico non sembra essere sempre la migliore tra le scelte, scoprire che alcune attività pagano affitti irrisori sorprende.
Piazza Matteotti – Piccole cifre se paragonate a dove si affacciano le vetrine di queste attività commerciali. Scopriamo così che, per la locazione mensile di un punto vendita in piena piazza Matteotti, una panetteria spende circa 580 euro. Di poco superiore il prezzo pagato da un altro negozio di alimentari nella stessa piazza, che ogni mese versa nelle casse del Comune poco più di 600 euro o i 700 euro che impegna la locazione di un negozio di dolciumi nella stessa piazza. E ancora, facciamo parlare i numeri. Due attività di vendita di accessori e calzature spendono mensilmente 1110 euro l’una e 1615 euro ogni trenta giorni mentre uno dei bar storici di piazza Matteotti si impegna a pagare mensilmente circa 1400 euro.
Via Oberdan – Posizione strategica quella di via Oberdan che ora più che mai, è alla riscoperta di nuovi target commerciali. Ecco che, un negozio di abbigliamento nella via, paga al Comune circa 750 euro mensili mentre a Sant’Ercolano, quindi poco lontano, una bar deve versare solo 811 euro al mese.
Corso Vannucci – Ma lo stupore cresce quando esaminiamo le locazioni concordate per le attività commerciali lungo corso Vannucci, arteria principale dell’Acropoli. Un’attività di vendita di prodotti tipici con le sue vetrine proprio lungo il corso principale del centro storico, spende 915 euro mensili mentre un bar nella stessa posizione dovrebbe alle casse comunali 933 euro. Un altro bar a pochissimi passi dalla Fontana Maggiore spende 1391 euro ogni mese. La legge del mercato degli immobili ci insegna che, la quotazione di un locale commerciale, dovrebbe basarsi sul numero e sulla posizione delle sue vetrine e fa sorridere notare come, due tra i principali negozi di abbigliamento di prodotti di lusso del centro storico, spendono rispettivamente circa 1450 euro e poco più di 1600 euro mensili.
Corso Vannucci, locazioni annuali
Petrini Graziella 10.980 con una seconda locazione a 11.202; caffè del Banco 1698,48; Ricci Lino 17.461,44 ; gioiello Idea 4087,44; Ricci Paris 19.444,80;
Piazza Matteotti, locazioni annuali
Co.fo.pa 7043,52; Gerbi Rinaldo 7.270; Coop Umbria 50,940; Di Esse Duranti 19.387,20; Società Ima srl 19.800; Massaroni 27mila; Grifolatte 31mila; bar Oscar 186.963; Sodalizio S. Martino 37.121,55; sdg Giuli M. Snc 19.387,20 e il secondo immobile a 13.328,70; Bavicchi 12.780; Galli Fabrizio 8.603.07; Peltristo Isabella 33.600; Geos venfind 17.001 e un altro immobile a 60.973; Bindocci casa bomboniera 35.791,21;
Oberdan-Rupe-Sant’Ercolano
Mondi Edoardo 12.821,60; Bartolucci Raffaella 1938,72; Ottica Caso 19.140 con un secondo affitto a 5600; Righi abbigliamento 8.995,48; Soc. Emme Retail 67.080; Deutsch Bank 19.130,46; Le Cre Fatnastiques 9.738; Migliorati san 13.077,64; Nanni Letizia 14.280 con una seconda locazione a 1.944,54; Barola Angela 6.308; officina sociale umbra società cooperativa srl 54.924 e per un secondo spazio a 5.328;
Via dei Priori, locazioni annuali
Botteghe artigiane 3.841; Profumeria Rossi san 15.752,16; antica drogheria Bavicchi 9.814,80
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