L’odg – “È una tematica che ho avuto difficoltà a ricostruire – commenta Scarponi- : alcuni immobili ricadono sotto all assessorato al Bilancio, altri sotto la Cultura. In merito esiste una tabella che divide i mq di questi affitti non tenendo conto della zona: un locale in corso Vannucci ha locazione uguale o simile ad un locale in via della Pallotta”.
Una documentazione vasta e poco cara, spiega il consigliere di Ncd, che considererebbe circa un centinaio di immobili.
scarponi punta il dito sugli affitti concessi a canoni agevolati non in linea con i parametri di mercato.
“Il Comune – continua Scarponi con la sua proposta – dovrebbe capire qual è l entità del problema, verificando quanti sono questi negozi e le scadenze dei vari contratti e successivamente cercare di adeguarli ad una linea comune ma, allo stesso tempo, differenziandoli per area e settore. Il Comune dovrebbe mandare le lettere di disdetta a fine contratto per non dare per certo il rinnovo automatico. È impensabile che il Comune dia in affitto un locale in piazza Matteotti a ad una locazione ridicola e poi debba pagare tanti soldi per uno spazio in cui inserire un info Point”.
La catalogazione – Un dossier ricco, senza dubbio, ma forse caotico. “È un argomento giustissimo – spiega l’assessore Bertinelli – ma abbiamo un problema: una massa di dati così elevata che fatichiamo a dare immediate risposte. Procederemo ad una mappatura delle locazioni comunali e daremo linee guida sulla catalogazione e sui termini di analisi, come ad esempio il numero totale di immobili o le condizioni diverse”. Ad oggi l’assessorato si è limitato a vedere gli affitti attivi, le concessioni di spazi a imprese commerciali o a privati, lasciando fuori le o associazioni no profit.
“Basti pensare – continua la Bertinelli – che i canoni delle locazioni sono stabiliti in base ad una delibera comunale del 1982, rivalutata in base all’Istat. Servirebbero sopralluoghi e controlli ma ogni contratto andrebbe approfondito perché costituisce una cosa a se. Un primo step, potrebbe essere quello di partire da una revisione sugli affitti commerciali per poi, in seconda battuta, affrontare anche il discorso delle locazioni alle associazioni no profit.
Le normative – Il dirigente comunale Zepparelli prova ad illustrare le specifiche normative delle locazioni: “Tutto ciò che precede il 2010 era normato dalla legge 392/78 e disciplina le locazione di tipo commerciale. Tutti quei contratti normati da regolamento, sono stati adeguati riallineandoli ai parametri del mercato. Dal 2010 alcuni immobili sono rientrati all’Amministrazione e sono stati riaffittati secondo procedure di evidenza pubblica”.
Questi contratti di concessione disciplinati da questo regolamento, prevedono la formula 6+6, dove l’Amministrazione può rinnovare il contratto solo se i pagamenti sono in regola e se il canone è allineato al momento storico attuale. Al termine dei 12 anni l’immobile viene poi rimesso sul mercato con un’assegnazione mediante gara”. Non c’è quindi un tacito accordo ma manca un controllo caso per caso. L’Amministrazione quindi si impegnerà a riclassificare le varie concessioni ed offrire quindi una mappatura migliore delle locazioni attive.
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