Il festival – Una tre giorni di musica, dal 2 al 4 luglio, all’insegna della valorizzazione del sound dei tanti gruppi locali che, come dicono gli organizzatori, “si sbattono per trovare un posto dove suonare. Qui in Umbria c’è tanta qualità, ma mancano i luoghi fisici dove potersi esibire”. Si consolida così la tradizione del festival nato per volontà del Roghers Staff e che punta a inserire giovani musicisti in un’ottica di professionalità per quanto riguarda la musica dal vivo.
Diciassette band – Oltre ai Verdena, che si esibiranno gratuitamente venerdì 3 luglio – “cosa non facile, siamo il terzo festival italiano a non far pagare il biglietto per un loro concerto”, assicurano – tanti nomi più o meno nuovi del panorama musicale perugino calcheranno il palco allestito per l’occasione in uno dei luoghi più suggestivi della città. Lucy van Pelt, The Mighties, The Soul Sailor & The Fuckers, Zero Call, Elephant Brain, Francine and the Boomers e molti altri ancora per un vero e proprio evento a 360 gradi.
“Il nostro scopo – dice Aimone Romizi, frontman dei Fast Animals and Slow Kids – è proprio di far confrontare una piccola band di provincia con un grande palco e un gruppo storico come quello dei Verdena. Oltre che, ovviamente, promuovere artisti emergenti da tutta l’Umbria. Unire nomi umbri e metterli sullo stesso piano di una produzione come quella dei Verdena è una grande occasione per tutti”.
Unimusic – Una grande occasione anche per i vincitori del concorso per band universitarie promosso da Radiophonica.com, la web radio universitaria perugina. Durante la prima serata del festival, infatti, si esibiranno anche i primi classificati del contest Unimusic, per la “Sezione Cover” Janko Jovanovich e Trio Aletheia; per la“Sezione Autori” saliranno sul palco gli Elephant Brain e gli Esperimenti di Selenia. “Una partnership, quella con Radiophonica – conferma Aimone – alla quale tengo molto. Anche noi F.A.S.K. partecipammo al concorso per band universitarie. Uscimmo alla prima sera, non arrivammo mai in finale. Ma nel panorama attuale è ancora uno dei pochi concorsi che può far emergere talenti”.
La passione – Nonostante gli ‘sbattimenti’, la burocrazia, i costi e la fatica quello che muove il team dei Roghers è la passione per la musica, la buona musica di qualità. “Tutto lavoro volontario – afferma Aimone – dormiamo noi stessi sul palco per sorvegliare tutti gli strumenti e gli impianti perché non abbiamo soldi per pagare la sicurezza. Se c’è l”30Umbria che spacca’ è solo perché crediamo in questo progetto e vogliamo farci credere anche chi fa musica qui in città. Perugia ha bisogno di festival come questo, bisogna far emergere tutto il potenziale nascosto che c’è e dargli uno spazio”.
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