Ricci non manca di riconoscere a Luca Barberini (ex assessore alla sanità) “ampia coerenza, visto che di fronte all’arroganza delle nomine sulla sanità, avvenute applicando il metodo della spartizione di potere, anziché del merito e del curriculum per migliorare i servizi e il sistema sanitario umbro, si è dimesso lamentando l’assenza di quel cambiamento tanto invocato e promesso ai cittadini dell’Umbria”.
Per Ricci, “in Umbria esiste una evidente emergenza che ha sullo sfondo i tanti dubbi statistici e giuridici della notte delle elezioni del 31 maggio 2015, dovuti ad una legge su misura. Riteniamo che l’assenza di governo e capacità strategiche – aggiunge -, chiami tutti al dovere di tornare al voto anticipato. Il perdurare di questa situazione porterebbe danni consistenti ai cittadini e alle attività socio economiche e culturali dell’Umbria che dovrebbero con forza sollecitare la necessità di un cambio politico, ormai inevitabile, con l’arrivo di un governo incisivo ed autorevole”.
“La mozione di sfiducia sta arrivando – annuncia Ricci -, ben prima di quella tecnico-istituzionale, dai cittadini dell’Umbria che, ormai, basta ascoltare il passa parola nei social network, stanno prendendo atto che l’unica via è il ritorno alle urne, insieme alle elezioni comunali di giugno, per un vera rinascita di una terra che rischia di sparire ben prima delle macro regioni”.
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