lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

L’Umbria modello di accoglienza per i rifugiati

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Al momento nella nostra regione la Prefettura gestisce 1300 immigrati. Il Prefetto De Miro: "non solo migrazione economica, fuggono dalla guerra". "Offriamo tutta la nostra collaborazione al Governo" ha detto la Marini al premier Renzi

 
L’Umbria modello di accoglienza per i rifugiati
Regione Umbria. “Allo stato in Umbria sono presenti 918 cittadini extracomunitari gestiti dalle Prefetture, di cui 698 in provincia di Perugia e 220 in provincia di Terni. A questi numeri occorre aggiungere 373 immigrati ospitati nei centri Sprar dell’Umbria di cui 180 in questa provincia inviati direttamente dal Servizio centrale protezione del ministero dell’Interno”.  Questi i dati diffusi oggi dal prefetto Antonella De Miro nel corso del convegno su ‘I profili internazionali del diritto di asilo’ che si e’ svolto in prefettura a Perugia.

I dati – De Miro ha precisato che, oltre quelli accolti, non sono mancati casi di profughi che si sono allontanati dal territorio prima della identificazione. Più precisamente oltre 500 soggetti a Perugia 514 e e 270 a Terni solo tra il 2014 e il 2015. Il prefetto ha anche fornito i dati dell’attivita’ della sezione di Perugia della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, che si e’ insediata lo scorso 18 marzo ed e’ competente sulle province di Perugia, Terni e Arezzo. Al 23 giugno sono state complessivamente esaminate 165 istanze di cui 52 di Arezzo, 78 di Perugia e 35 di Terni. Sono state accolte 6 istanze di riconoscimento dello status di rifugiato (2 di Arezzo, 2 di Perugia e 2 di Terni) mentre sono state concesse 6 protezioni sussidiarie (1 di Arezzo, 4 di Perugia, 1 di Terni). Sono stati concessi 33 riconoscimenti del diritto alla protezione umanitaria (12 di Arezzo, 13 di Perugia e 8 di Terni). Infine, sono state rigettate 108 domande (32 di Arezzo, 55 di Perugia e 21 di Terni).

Migrazione da paesi in guerra – “Oggi – ha detto il prefetto – siamo colpiti dall’enormita’ dell’attuale migrazione che pressa sull’Italia e sul continente europeo, che non e’ soltanto migrazione economica, ma e’ la fuga da paesi in guerra o sconvolti da conflitti. Debbo dare atto – ha sottolineato – che in questa regione l’organizzazione dell’accoglienza e’ il frutto di una forte ed efficace sinergia tra istituzioni prefetture di Perugia e di Terni, Regione, Anci, Comuni, Asl, terzo settore. Un ringraziamento particolare – ha concluso – mi sento di rivolgere alle forze di polizia”.

Governo-Regioni – “Come Regioni intendiamo offrire al Governo la nostra collaborazione nella gestione dell’accoglienza degli immigrati, condividendo i principali punti esposti oggi dal presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, al quale ho ribadito la positivita’ del modello di accoglienza realizzato in Umbria, che si basa su piccoli gruppi diffusi nel territorio regionale”: e’ quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, in seguito all’incontro che si e’ tenuto stamani con il premier Renzi, l’Anci e le Regioni sulle questioni legate all’immigrazione. “Si e’ trattato di un incontro informativo e di un primo confronto tra Regioni e Governo, in vista del Consiglio dei ministri europeo – ha riferito la presidente – cui seguira’ una nuova riunione gia’ convocata dal Governo tra quindici giorni”. La presidente, nel corso dell’incontro – riferisce un comunicato della Regione – ha ribadito la contrarieta’ alla realizzazione di hub per l’accoglienza, preferendo invece (come gia’ si fa in Umbria da molti anni) la collocazione, in sicurezza, degli immigrati attraverso l’organizzazione di piccoli gruppi nei diversi comuni del territorio regionale, in modo da evitare grandi concentrazioni in pochi luoghi. Marini ha precisato che “in ogni caso per l’Umbria non sono previsti, al momento, nuovi arrivi”.

 

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