Regione Umbria. “La ‘macro Regione’ del ‘Centro Italia’ non la possono decidere i tre presidenti di Toscana, Umbria e Marche a tavolino, ma deve essere il frutto di una riflessione dei Consigli regionali e, soprattutto, di un percorso ‘dal basso’ che coinvolga cittadini, attività, associazioni e componenti socio economiche nonché culturali della regione”.
Lo scrive Claudio Ricci assicurando che non consentirà una annessione dell’Umbria a Toscana e Marche e che devono essere i cittadini a decidere su un fatto così importante, soprattutto per l’Umbria che, secondo arriva a questo momento impreparata e fragile con un sistema dei trasporti inadeguato, tanti giovani che abbandonano la regione (oltre 9mila negli ultimi tre anni) e molte famiglie in crisi. (circa 30mila in totale)”.
Il consigliere, poi, ribadisce: “le macro Regioni sono ormai una prospettiva europea, e diventeranno le strutture istituzionali, di area vasta, intermedie fra Unione europea e Stati membri, ma la loro nascita non può essere frutto di imposizioni, ma di riflessioni storico geografiche e correlate ai caratteri socio economici dei luoghi, altrimenti saranno costruzioni in laboratorio che non porteranno ai frutti sperati”.
Ricci, infine conclude, sottolineando il lavoro fatto in proposito in questi mesi: “Abbiamo presentato, da alcuni mesi, una mozione propositiva in Consiglio regionale sulle macro Regioni che ci auguriamo sia presto discussa, almeno per determinare un metodo per procedere verso la decisione”.
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