lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Macroregione Toscana-Umbria-Marche, i lavori proseguono

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Rappresentanza comune a Bruxelles, centro acquisti unico per le p.a., sinergia sulla sanità: ecco i prossimi passi. La Marini: "Risparmi e vantaggi"; le opposizioni: "Così non va, coinvolga i cittadini"

 
Macroregione Toscana-Umbria-Marche, i lavori proseguono
Regione Umbria. Da qualche tempo ormai si parla della creazione di macroregioni, con varie possibilità allo studio sulla carta che coinvolgono anche l’Umbria. Tra queste, l’ipotesi più gettonata riguarda la fusione progressiva tra la nostra regione, la Toscana e le Marche.

Fondi europei – Solo pochi giorni fa, nel corso della manifestazione Panorama d’Italia la presidente Catiuscia Marini ha annunciato che le tre regioni riuniranno in un solo ufficio con un unico dirigente le loro rappresentanze a Bruxelles, così da ridurre i costi e moltiplicare le competenze per attrarre più fondi europei. A giugno i tre presidenti si vedranno proprio nella capitale belga per il Comitato delle regioni in modo da definire gli aspetti tecnico-burocratici della questione.

Centrale unica per gli acquisti – Ma non è finita qua: Marche, Toscana e Umbria stanno infatti definendo un percorso per realizzare una centrale unica per gli acquisti, aggregando le diverse strutture che attualmente in ogni singola regione si occupano della gestione delle gare per l’acquisto di beni e servizi in sanità, ma anche in altri settori, come pulizia, lavanderia e ristorazione per enti pubblici, vigilanza armata, guardiani e manutenzione degli immobili pubblici. I governatori Ceriscioli, Rossi e Marini hanno già inviato una lettera al commissario per la spending review Yoram Gutgeld, con la quale formalizzano la proposta di aggregazione dei diversi soggetti regionali. Da parte statale l’idea originale era quella di appaiare l’Umbria alla Toscana e le Marche all’Emilia-Romagna, ma le tre regioni chiedono di potersi muovere insieme perché si considerano “omogenee”.

Sanità – Uno dei prossimi passi potrebbe riguardare la sanità. Si starebbe lavorando infatti a specifici accordi interregionali sulla mobilità dei pazienti, che permettano di eliminare i permessi per prenotare visite e cure fuori dal proprio territorio di competenza. Ad esempio, si starebbe pensando a un nullaosta per i marchigiani “di confine” che permetta loro di accedere all’ospedale di Gubbio-Branca a seguito della chiusura del punto nascite di Fabriano. Inoltre, domani e dopodomani (venerdì 20 e sabato 21 maggio) si terrà a Jesi (An) la seconda Conferenza interregionale sulla sanità, promossa dai presidenti delle commissioni Sanità e Sociale delle Regioni Umbria, Marche e Toscana, rispettivamente Attilio Solinas, Fabrizio Volpini e Stefano Scaramelli, sul tema “Strategie assistenziali per la non autosufficienza”. “L’obiettivo per il futuro – spiega Solinas – è quello di istituire un gruppo di lavoro interregionale per condividere obiettivi e costruire percorsi assistenziali seguendo le linee di indirizzo più moderne ed efficaci nel settore della non autosufficienza, tenendo in debita considerazione la sostenibilità futura dei sistemi assistenziali”. Si tratta insomma di un ulteriore segnale della volontà di cooperare da parte delle tre regioni.

Speranze e critiche – Se per i tre governatori questo avvicinamento progressivo (per il quale si era parlato in passato anche della firma di un documento politico da portare ai rispettivi consigli regionali) condurrà a una migliore razionalizzazione dei compiti e ad importanti risparmi a livello di risorse, le opposizioni vanno all’attacco. Rimanendo alla nostra regione, il consigliere Claudio Ricci dichiara: “La macroregione Centro Italia non la possono decidere i tre presidenti di Toscana, Umbria e Marche a tavolino, ma deve essere il frutto di una riflessione dei Consigli regionali e, soprattutto, di un percorso dal basso che coinvolga cittadini, attività, associazioni e componenti socio-economico-culturali della regione”. Anche il capogruppo M5s Andrea Liberati mostra il suo disappunto parlando di “una nuova riforma-Frankenstein”. Continua Liberati: “La macroregione non servirà a niente e a nessuno. Se oggi viviamo in una regione che poco conta ebbene, dopo le vagheggiate fusioni a freddo, essa peserà certamente ancor meno: le decisioni saranno infatti prese altrove, in palazzi sempre più lontani”.

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