martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Macroregioni, Ricci all’attacco: “No alla cancellazione dell’Umbria”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Il portavoce regionale del centrodestra e liste civiche: "Occorre rispettare l'identità storica e aprire un'ampia riflessione". Annunciata una mozione per "invitare il consiglio regionale ad opporsi a questa manovra".

 
Macroregioni, Ricci all’attacco: “No alla cancellazione dell’Umbria”
Regione Umbria.  “Un deciso no alla cancellazione dell’Umbria, che vorrebbe diluire la Regione nell’area appenninica operando un’annessione alla Toscana. Dopo il risultato molto discutibile delle Province, che non sono state eliminate, aumentando i costi, diminuendo i servizi e mettendo in difficoltà i dipendenti pubblici, ora si vorrebbe cancellare la Regione Umbria, con una leggerezza preoccupante degna di una ‘dolce monarchia’ che non rispetta ne la storia, ne l’identità e ne i cittadini”. Lo afferma Claudio Ricci (Portavoce centrodestra e liste civiche), spiegando che i rappresentanti eletti della sua coalizione “stanno riflettendo su una mozione, (probabilmente la prima in Italia) che invita le Assemblee legislative regionali a opporsi a questo metodo che elimina ogni forma di democrazia e seria riflessione sulle macro Regioni, invitando anche i parlamentari umbri ad opporsi fermamente alla cancellazione dell’Umbria”.

“Con meno di un milione di persone, l’Umbria – spiega Ricci – per dimensione è una ‘città metropolitana diffusa’ e deve essere valorizzata puntando soprattutto allo sviluppo di maggiori e più efficienti sistemi di trasporto al fine di attrarre opportunità e investimenti, nonché sviluppando le filiere cultura, ambiente e turismo, le industrie creative/innovative e il nuovo manifatturiero che sa unire le mani creative artigianali con l’industria evoluta. È la Regione – rimarca Ricci – dove la storia ha messo in armonia, da otto secoli, scienza, umanesimo francescano per la dignità e la reciproca comprensione, nonché paesaggio culturale e arte: semmai il ‘Cuore verde d’Italia’ – conclude – deve ampliare le relazioni istituzionali con i ‘due mari’ (Toscana e parte del Lazio – Marche) rimanendo al baricentro geografico di un forte sistema territoriale del centro Italia. I Love Umbria: la Regione deve rimanere”.

 

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