La legge – “L’idea della Giunta regionale, sulla quale stiamo già lavorando, è quella di definire una legge regionale che se per un verso possa formalmente dichiarare chiusa in Umbria la straordinaria e imponente opera di ricostruzione a seguito del terremoto del 1997, per l’altro verso possa permettere di risolvere criticità, soprattutto di ordine burocratico, che ancora bloccano alcuni interventi e recuperare così risorse per circa 200 milioni di euro da mettere a disposizione sia dei cittadini che dei Comuni per finanziare un nuovo piano di interventi per il completamento della ricostruzione, dando oltretutto una significativa opportunità al nostro sistema delle imprese”.
Risoluzione di controversie – Nello specifico il disegno di legge si pone l’obiettivo di disciplinare tutte quelle controversie che ancora impediscono la conclusione di un numero residuale di interventi, quali il mancato inizio dei lavori, la fine dei lavori oltre i termini stabiliti, le revoche di contributi, l’assenza di un interesse da parte di soggetti privati o pubblici a realizzare l’opera ammessa a finanziamento, i controlli avviati ma non conclusi di cui in alcuni casi nemmeno il soggetto titolare del finanziamento ha una precisa cognizione. Dunque le nuove norme dovrebbero prevedere una serie di soluzioni per quelle controversie che di fatto hanno bloccato l’avvio o la conclusione dei lavori o non hanno permesso la liquidazione degli stessi per impedimenti di carattere burocratico.
Tempistica – La presidente, quanto alla tempistica, ha affermato che presto la Giunta regionale esaminerà e pre-adotterà un bozza “che vorremmo già trasmettere alla Commissione consiliare competente affinché anche l’Assemblea regionale possa dare il suo utile contributo”. L’adozione dell’atto da parte della Giunta potrebbe avvenire entro il prossimo mese: questo verrà quindi trasmesso definitivamente all’Assemblea legislativa per il suo iter di approvazione, che dovrebbe concludersi auspicabilmente prima della pausa estiva.
Partecipazione – “Serve un grande lavoro di squadra – ha proseguito la Marini – che coinvolga non soltanto le istituzioni, ma anche i privati e le imprese assieme ai progettisti. Insieme possiamo lavorare ad una legge che aiuti il definitivo completamento della ricostruzione, penso alle seconde case o a quei progetti di animazione economica che ancora potrebbero dare un positivo contributo allo sviluppo economico, e ci consenta quindi di recuperare risorse preziose”.
Seconde case e precari – La governatrice, quanto allo specifico tema delle seconde case, ha annunciato che “si potrebbe proporre al Governo per il finanziamento degli interventi in Umbria lo stesso meccanismo finanziario già praticato in Italia dopo gli eventi sismici del 2012, autorizzando il ricorso al credito di imposta garantito dalla Cassa depositi e prestiti”. Infine, affrontando il tema dei “precari del terremoto” (lavoratori che sono stati assunti per gestire l’emergenza post-sisma e il cui contratto è stato rinnovato di anno in anno, ndr) la Marini ha dichiarato: “Stiamo lavorando da tempo affinché siano individuate quelle norme necessarie a porre fine a questa condizione di precarietà che dura da troppo tempo, e poter quindi offrire loro una condizione lavorativa stabile ed a tempo indeterminato”.
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