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Mense scolastiche, i genitori irrompono in Consiglio

Redazione Perugia Online

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Mense scolastiche, i genitori irrompono in Consiglio
Perugia. Il Consiglio ha respinto, con 3 voti contrari (De Vincenzi, Pittola e Nucciarelli), 15 astenuti (maggioranza) e 11 a favore (opposizione) l’odg del consigliere Bori (PD) sul tema delle mense scolastiche.

La proposta di Bori – Illustrando il testo, il consigliere ha riferito che grazie all’attuale convenzione con il Comune di Perugia, le Associazioni di genitori ed i comitati mensa riescono a garantire i migliori prodotti per il cibo di qualità dei loro figli accompagnandoli ad importanti risparmi economici che vengono reinvestiti in progetti scolastici, attività formative, beni e servizi.
Tuttavia questo sistema è stato fortemente criticato da alcuni membri della Giunta ed è oggi oggetto di una riforma, da lui ritenuta unilaterale, proposta dall’Assessore Waguè.
Al fine di risolvere la delicata questione, pertanto, Bori, nel dispositivo, ha chiesto di impegnare l’amministrazione:
1)A procedere all’audizione nella Commissione Consiliare competente dei presidenti delle associazioni dei genitori e dei comitati mensa per ascoltare le loro proposte ed avviare un percorso di partecipazione.
2) A relazionare in Commissione ed in Consiglio Comunale sull’ipotesi di esternalizzazione della gestione delle derrate alimentari e sul modello di sviluppo dei servizi socio-educativi nella sua totalità, ad oggi sostenuti dalle associazioni e dai comitati mensa.
3) A modificare la proposta avanzata in maniera unilaterale dall’assessore Waguè sul piano di gestione delle mense scolastiche sostituendola con ipotesi alternative, innovative e di partecipazione comunitaria concertate con le associazioni dei genitori e i comitati mensa.
4) Ad aderire al Protocollo d’Intesa proposto dalle Associazioni dei Genitori e dai Comitati mensa e ad istituire un tavolo tecnico paritetico di confronto.

Il movimento 5 Stelle – Cristina Rosetti ha riferito che il M5S ha appoggiato l’odg in Commissione, avendone presentato, peraltro, uno molto simile, il cui obiettivo è quello di garantire la funzione delle mense scolastiche che rappresentano da sempre un momento di socializzazione. “Abbiamo più volte sottolineato che la valutazione sulla qualità dei servizi deve essere riservata agli utenti, ai quali dovrebbe essere demandata, per quanto possibile, anche la funzione di controllo e scelta delle derrate alimentari”. Il capogruppo del M5S ha evidenziato, altresì, che sussistono perplessità sul fatto che in passato l’Amministrazione Comunale abbia introdotto sistemi differenti tra il polo di San Sisto e tutti gli altri, ingenerando disomogeneità.
“Sarebbe comunque sbagliato buttare via un sistema consolidato che ha consentito per anni agli utenti e, dunque, ai genitori, di interfacciarsi, operando per garantire la qualità del cibo destinato ai propri figli. Un sistema che, per giunta, ha il pregio di riservare ai cittadini il controllo sulle derrate, con ampie garanzie sulla qualità dei cibi forniti”. Secondo Rosetti, quindi, questo patrimonio di esperienza va conservato se non addirittura incentivato e sostenuto.

La maggioranza – Secondo Numerini si è colta l’occasione, da parte della minoranza, in Consiglio per fare demagogia su più punti, partendo dalle aree verdi per finire con la questione delle mense. “Questa amministrazione non ha alcuna intenzione di rompere il dialogo con le associazioni dei genitori, visto che finora ogni passo compiuto è stato rivolto all’apertura ed al confronto”.
Entrando nel merito della vicenda, il capogruppo di Progetto Perugia ha riferito che la situazione che si è trovata di fronte l’attuale Giunta era variegata: il servizio di refezione era infatti differenziato, visto che su 4700 utenti, 850 (S.Sisto-esternalizzazione) hanno un certo trattamento, mentre tutti gli altri uno diverso (acquisto delle derrate da parte dei genitori).
“Questa differenziazione non è giusta, come peraltro aveva già segnalato la Giunta Boccali nel febbraio del 2014. Peraltro il dirigente comunale ha da tempo evidenziato che, a decorrere dal 1 gennaio 2014, le Amministrazioni hanno il dovere, in base alla legge vigente, di disciplinare l’acquisto delle derrate alimentari tramite espletamento di apposita procedura concorsuale”. Secondo Numerini è dunque chiaro che il problema è tutto giuridico, non potendosi più dar corso ad incarichi diretti che violano la legge. “Tutti noi auspichiamo che i genitori continuino ad esercitare un controllo sulla qualità, ma ciò non potrà più avvenire conservando l’attuale sistema di acquisto diretto dei materiali da parte loro”.
Sorcini ha fatto presente che le posizioni espresse da Bori erano state da lui formulate nel corso della II legislatura Locchi, quando l’allora Giunta diede corso all’esternalizzazione del servizio mense; appare, dunque, strano che oggi il Pd abbia cambiato posizione.
“Rilevo però che in quell’occasione non erano in vigore normative che oggi, al contrario, rendono impossibile ripetere l’esperienza dell’assegnazione diretta del servizio ai genitori”.
Vezzosi ha riferito di aver fatto parte in passato dei comitati mensa, comprendendone dunque l’importanza. “Credo che il dialogo sia importante; il Pd in passato si è sempre preso tutte le responsabilità politiche sull’esternalizzazione del polo di San Sisto, mentre oggi mi sembra che la maggioranza stenti a fare lo stesso. Rilevo, comunque, che la riforma del servizio, voluta dall’Assessore Waguè, non determinerà alcun risparmio per l’Ente e che tutto, dunque, sembra collegato alla legittimità giuridica del sistema. Mi sembra chiaro, tuttavia, che i Dirigenti comunali hanno ben chiarito che il sistema attualmente in vigore è legittimo. Da ciò emerge che la scelta della Giunta è solo politica”.
Arcudi ha ricordato che l’esternalizzazione di San Sisto nel 2008 era motivata da specifiche ragioni economiche e non solo collegate al plesso perugino in oggetto. Ed infatti dopo tale scelta non ne sono state fatte altre simili, perché evidentemente quella era legata a peculiarità tutte sue. “Credo che in questa partita l’attuale Giunta abbia affrontato la materia erroneamente, mostrando eccessivo tecnicismo e massima chiusura, tralasciando così di esaminare i pregi del sistema in vigore, vero modello virtuoso nel panorama italiano”.
Per il capogruppo Psi, la modifica del sistema non determinerà alcun risparmio, ma cancellerà esclusivamente un fondamentale modello di partecipazione diretta dei cittadini ad un’attività di interesse pubblico.
Mori ha chiarito che la priorità di una P.A. dovrebbe essere la tutela dei bambini, soprattutto in termini di qualità delle derrate alimentari. Questa garanzia è fornita dal sistema attualmente in vigore a Perugia che ha sempre consentito di mantenere alti i livelli di qualità del cibo. Diversamente l’esperienza di San Sisto ha fatto registrare molteplici criticità.
“Ritengo che i genitori andrebbero ascoltati perché non corrisponde al vero il fatto che l’attuale sistema sarebbe giuridicamente illegittimo o che la completa esternalizzazione possa determinare risparmi. Sarebbe, invece, vero il contrario così come è evidente che la modifica del servizio provocherebbe solo una disomogeneità”.
Perari ha chiarito come le tesi avanzate dai comitati non siano state rigettate de plano dalla maggioranza che, anzi, in parte le condivide. Dunque il capogruppo ha preannunciato l’intenzione di non voler votare a favore dell’odg, dal momento che F.I. ha intenzione a breve di presentare un documento con cui si chiederà di istituire quanto prima un tavolo di confronto tra Amministrazione e genitori sul tema delle mense.
“Si tratta, infatti, di una materia complessa che va approfondita compiutamente: quando si “maneggia” denaro pubblico, l’attenzione deve essere massima ed il sistema da seguire in sintonia con la legge”. Perari ha concordato sul fatto che il modello seguito in passato non deve essere buttato via e che le tesi dei genitori vanno tenute in alta considerazione, purchè non si compiano atti contra legem. Secondo Pietrelli costituire un tavolo tecnico paritetico significa che il confronto ha dato i suoi frutti: “Invito, dunque, l’Amministrazione a proseguire sulla strada tracciata da Perari ed a non mortificare i genitori che stanno continuando a collaborare perché motivati dalla volontà di tutelare i propri figli”.
De Vincenzi ha criticato l’opposizione, rea di aver cercato di strumentalizzare una situazione critica che, peraltro, è frutto delle scelte della precedente Amministrazione.
“Io credo che i genitori debbano essere soddisfatti per il confronto che c’è stato sul tema; ma certamente gli approfondimenti hanno evidenziato l’esistenza di limiti legislativi che contrastano con il mantenimento del sistema attualmente in vigore”.
Secondo il consigliere del Misto, la qualità dell’alimento si caratterizza per vari aspetti, in primis quello igienico-sanitario. Questo è garantito indipendentemente dal fornitore; per ciò occorre ragionare attentamente soprattutto sulle modalità di preparazione e somministrazione, ossia su azioni che potrebbero tranquillamente essere gestite da terzi, ma sotto l’attento controllo dei genitori.
Giaffreda ha evidenziato che la questione è ormai chiara sia sotto il profilo politico che giuridico. Pur accogliendo con favore l’apertura della maggioranza circa la costituzione di un tavolo tecnico, il consigliere del M5S ha invitato l’Amministrazione a non procrastinare ulteriormente i tempi, visto che il limite per assumere le decisioni è ormai quasi scaduto.
Cenci ha riferito che l’appalto deciso dal Comune avrà la durata di un solo anno, così da poter sperimentare il nuovo sistema e verificare sul campo i risultati dell’operazione nel massimo confronto con le associazioni dei genitori. Sotto il punto di vista del dialogo, infatti, l’Assessore Waguè ha fornito alla maggioranza ampie garanzie, con ciò riconfermando un comportamento che si è sviluppato per diversi mesi.
Cenci ha comunque evidenziato che, dopo un dialogo tanto costante, è ora giunto il momento delle decisioni; decisioni che sono di competenza dell’Amministrazione e che non possono essere costantemente messe in discussione o bloccate.
Bistocchi ha chiesto di convocare, tenuto conto dell’importanza del tema, una seduta del Consiglio aperto per approfondire le implicazioni della questione.
Secondo la consigliera PD l’odg di Bori non può essere considerato superato, essendo vero il contrario: “questa materia è estremamente tecnica e fondamentale per i cittadini; dunque ben venga ogni approfondimento, perché in troppi tendono a parlare senza conoscere come stanno veramente le cose. Ricordo, infatti, che nel caso di specie parliamo della qualità dell’alimentazione dei nostri figli e tanto basta per riflettere”.
Infine secondo Mencaroni il servizio mense vigente è un grande esempio di democrazia partecipata; lo stesso non può dirsi dell’atteggiamento tenuto dall’Amministrazione, che non può proporre oggi un tavolo di confronto, visto che è da mesi che si discute della riforma.
“Credo che sarebbe assurdo voler cancellare un sistema virtuoso, determinando l’ennesimo taglio di servizi, l’aumento dei costi e penalizzando l’economia della città.
Credo, insomma, che si stia speculando sulle spalle dei nostri bambini, evitando un confronto con le associazioni dei genitori che, al contrario, è doveroso”.
Secondo il capogruppo Pd se veramente sul polo di San Sisto la precedente Giunta ha sbagliato, non è detto che si debba ripetere oggi l’errore, bensì è doveroso correggerlo.

L’assessore Waguè – Al termine del dibattito, ha preso la parola l’Assessore Dramane Waguè per tirare le conclusioni. “Fin da subito – ha detto – ci siamo confrontati in maniera costante con le associazioni dei genitori ed i comitati mensa; ho infatti ritenuto di improntare il mio rapporto con i cittadini sui principi del dialogo ma anche della prudenza, valutando con attenzione tutte le ipotesi possibili. Terminata questa analisi, è giunto il momento di fare delle scelte; scelte che devono tenere conto della normativa in vigore sia a livello nazionale che regionale (in primis codice degli appalti)”. Questa normativa – ha continuato Waguè – prevede l’applicazione del criterio della libera concorrenza, secondo cui tutti devono essere messi in condizione di partecipare ad una gara d’appalto trasparente in condizioni di parità. E, sopra la soglia dei 40.000 euro di affidamenti, gli incarichi diretti non sono più contemplabili.
“Sulla scorta di questo quadro, ciò che chiediamo oggi ai genitori è di continuare a collaborare, mantenendo intatti i loro compiti di controllo per tutta la durata del ciclo.
Pur credendo fermamente nel principio della sussidiarietà orizzontale, tuttavia nel caso di specie ci troviamo di fronte ad una normativa che vieta espressamente di dare soldi pubblici in via diretta in caso di incarichi superiori a 40.000 euro. Quindi la nostra decisione non può essere diversa da quella che oggi stiamo assumendo, ma vogliamo ribadire a tutti che continueremo a confrontarci con i genitori e con i gruppi politici, di maggioranza ed opposizione, come abbiamo sempre fatto finora senza mai sottrarci ad incontri o richieste di approfondimento”.
Waguè ha confermato, infine, quanto detto da Cenci: il nuovo sistema, che verrà assegnato dopo apposita gara d’appalto, sarà sperimentato per il periodo di un anno, nel corso del quale il tavolo paritetico tra Amministrazione e genitori avrà il compito di controllare ogni passaggio e verificare i risultati sul campo.

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