Case per giovani coppie – “Negli anni scorsi – ha affermato Vinti – l’obiettivo fondamentale è stato quello di incrementare il patrimonio abitativo attraverso la nuova costruzione o il recupero di alloggi da destinare alla locazione, sia a canone sociale che concordato, alla vendita o alla proprietà differita nel tempo. L’effetto della crisi, ma principalmente il progressivo azzeramento dei trasferimenti statali hanno fatto sì che dal 2011 le politiche abitative nella nostra Regione non sono state più soggette a “pianificazione” con conseguente diminuzione dell’offerta di alloggi pubblici a fronte di un crescente aumento del fabbisogno. Il 30 settembre, i comuni umbri chiuderanno i bandi per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale sociale al fine di formulare le graduatorie comunali degli aventi diritto e si ritiene che potrebbero pervenire tra le 7.000 e le 10.000 domande, a fronte di una scarsa disponibilità di alloggi liberi. La Regione con le risorse rimaste a disposizione, ha dovuto forzatamente fare delle scelte prevedendo esclusivamente la realizzazione di interventi rivolti a particolari categorie sociali quali i bandi per l’acquisto della prima casa per giovani coppie, per famiglie monoparentali, per single e da ultimo quello per il reperimento di una nuova sistemazione alloggiativa a favore di nuclei familiari in possesso di sfratto esecutivo per morosità incolpevole”.“Tuttavia, ha sottolineato l’assessore Vinti, non può essere trascurata la necessità di impegnare risorse per incrementare l’offerta di alloggi in locazione a canone sociale.
Utilizzo immediato – Per tutti questi motivi abbiamo ritenuto che non sia più possibile procedere alla realizzazione di alloggi tramite la nuova costruzione o il recupero, visto il notevole tempo occorrente per l’esecuzione dei lavori, ma è necessario intraprendere iniziative che consentano un immediato utilizzo o, comunque, una veloce realizzazione al fine di mettere rapidamente a disposizione gli alloggi per le famiglie che ne hanno diritto.L’unica iniziativa che consente di raggiungere tale obiettivo è l’acquisto di alloggi già realizzati ed immediatamente fruibili, da reperire nel libero mercato tramite procedure di evidenza pubblica. Possiamo affermare che è una delle rare volte in cui il ‘pubblico’ non vende il suo patrimonio ma lo arricchisce con nuove proprietà che possono essere messe a disposizione di quelle famiglie che hanno il sacrosanto diritto di avere una casa.
Il bando – Il bando, che rispetta gli obiettivi che ci siamo dati in questi anni, ha affermato il presidente dell’Ater, Alessandro Almadori, resterà aperto nei 60 giorni successivi alla sua pubblicazione. Secondo i criteri indicati dalla Giunta regionale, potranno essere acquistati solo interi edifici, costituiti da non meno di quattro alloggi agibili e non locati, e che non necessitano di opere di manutenzione straordinaria e ristrutturazione. Sarà possibile anche l’acquisto parziale di un edificio purché il numero di alloggi venduti non sia inferiore a 4 e sia almeno pari all’80% del totale degli alloggi che compongono l’edificio stesso e sarà anche possibile l’acquisto di alloggi che necessitano di opere di manutenzione straordinaria purché non riferite alle parti strutturali ma riguardino solo opere di finiture e o gli impianti, il cui costo sarà detratto dal prezzo di vendita. La superficie utile abitabile di ogni alloggio non può essere superiore a 95 mq e tutti gli alloggi dovranno possedere il certificato di agibilità rilasciato dal Comune ed essere debitamente accatastati alla data del bando.
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