Le misure – Il protocollo dispone un abbassamento del riscaldamento di due gradi, limiti di velocità ridotti di 20 km orari nelle città (da 50 a 30, da 90 a 70 e così via), sconti sui biglietti degli autobus, limitazione dell’utilizzo della biomassa per uso civile laddove siano presenti sistemi alternativi di riscaldamento. Previsti anche il controllo e la riduzione delle emissioni degli impianti di riscaldamento delle grandi utenze tramite l’incremento dell’efficienza energetica e l’agevolazione dell’utilizzo di combustibili meno inquinanti, il passaggio a modalità di trasporto pubblico mediante l’attivazione di un’unica centrale di committenza a cui Regioni e Comuni possano rivolgersi per una rapida immissione di mezzi ecologici e molte altre misure.
I fondi – Questi gli stanziamenti per le realizzare gli obiettivi: 12 milioni di euro per le misure di sostegno ai Comuni che prevedono tariffe agevolate o biglietti gratis per gli utenti del trasporto pubblico; 35 milioni per il Fondo per la mobilità sostenibile; 50 milioni per il Fondo Kyoto per la realizzazione di reti di ricarica elettrica; 250 milioni per il Fondo Kyoto per l’efficienza energetica delle scuole; un Fondo per il rinnovo del parco veicoli degli enti locali verrà inoltre creato prossimamente. Per quanto riguarda le misure d’emergenza, i Comuni potranno adottarle in caso di sforamento per più di 7 giorni consecutivi dei limiti di smog consentiti.
Le dichiarazioni del ministro – “Il protocollo – ha ricordato Galletti – non è legge, ma io dico che i Comuni, ai quali spetta la titolarità delle decisioni, devono applicarlo”. Continua il ministro: “Oggi non siamo all’anno zero: la situazione in Italia negli ultimi decenni in termini di emissioni è molto migliorata. Un risultato che deve spingerci a fare ancora tanto altro”.
Le dichiarazioni dell’assessore – Per l’Umbria era presente l’assessore all’Ambiente Fernanda Cecchini: «Sono soddisfatta per per l’attenzione e l’atteggiamento di grande responsabilità del ministro che ha portato ad adottare una strategia nazionale per monitorare l’inquinamento atmosferico. Oggi è stato raggiunto un obiettivo importante in quanto è stata decisa una strategia comune». «Ho evidenziato al ministro – continua la Cecchini – che anche nelle tre città più popolate dell’Umbria si sono presentati problemi legati all’alta concentrazione di inquinanti. Complessivamente sono sei le città più a rischio, ma in particolare a Terni per la morfologia del territorio e per la presenza di un robusto insediamento industriale si stanno registrando valori decisamene alti che destano preoccupazione». L’assessore poi assicura: “Ho ribadito nel corso dell’incontro la non idoneità del territorio ad ospitare un nuovo inceneritore. Ipotesi questa che, come abbiamo avuto modo di affermare in più circostanze, non è nemmeno giustificata dai quantitativi di rifiuti prodotti in Umbria”.
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