lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Morì a 17 anni in uno schianto, l’amico alla guida dell’auto a processo

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

L'incidente un anno fa a Marsciano, in prossimità di una curva il 19enne alla guida, perse il controllo della vettura che, dopo varie sbandate, andò a urtare frontalmente contro il muro di recinzione esterna in cemento armato di un'abitazione

 
Morì a 17 anni in uno schianto, l’amico alla guida dell’auto a processo
Perugia. La Procura di Spoleto ha deciso il rinvio a giudizio per il giovane che nel marzo 2014 rimase ferito nello schianto che costò la vita a Gianmarco Camilloni a Spina. A darne notizia lo Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità civili e penali, a tutela dei diritti dei cittadini. “Gianmarco – si legge nella nota dello studio – che risiedeva nel comune di Marsciano con la famiglia, quella “maledetta sera” si trovava come passeggero a bordo di un’auto condotta da un 19enne, pure lui di Marsciano. Il conducente in prossimità di una curva perse il controllo della vettura che, dopo varie sbandate, andò a urtare frontalmente contro il muro di recinzione esterna in cemento armato di un’abitazione: un impatto tremendo, che non lasciò scampo al diciassettenne, mentre colui che era alla guida se l’è cavata con ferite non gravi”. Sotto il punto di vista civile la vicenda si è conclusa, mentre va avanti l’aspetto penale. Il 27 aprile la Procura di Spoleto con il pubblico ministero Michela Petrini ha richiesto il rinvio a giudizio del ragazzo che dovrà rispondere di omicidio colposo e il 14 agosto, il Gup, la dottoressa Daniela Ceramico D’Auria, ha fissato l’udienza preliminare per il 10 novembre. “La morte di un figlio o di un fratello è un evento terribile che segna per sempre l’esistenza di chi rimane a piangere la perdita del proprio caro, che niente e nessuno potrà restituire. La famiglia Camilloni tuttavia potrà quanto meno ritrovare un po’ di serenità con la conclusione del procedimento penale nei confronti del responsabile della morte del loro figlio”, commenta Ermes Trovò, amministratore unico di Studio 3A.

 

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