Le cause della moria – L’Arpa Umbria e il Nucleo Ecologico dei Carabinieri a seguito delle loro indagini individuano le cause e il colpevole: uno scarico incontrollato proveniente dalla Distilleria De Lorenzo, da sempre al centro di vertenze e segnalazioni da parte delle associazioni ambientaliste e dei comitati, che ha causato un abbassamento repentino dell’ossigeno disciolto nell’acqua al di sotto della soglia minima di sopravvivenza in una situazione molto fragile di carenza idrica, dovuta sia a fattori stagionali, sia agli attingimenti.
La sentenza – Questa mattina a distanza di 7 anni, la proprietà della Distilleria de Lorenzo è stata condannata a quattro mesi di reclusione oltre le spese processuali e al risarcimento del danno alla parte civile. La pena è sospesa a condizione che risarcisca Legambiente, che si è costituita parte civile, entro 120 giorni dal passaggio in giudicato.
Legambiente – “E’ una sentenza storica per il Tevere – dichiara l’avvocato Emma Contarini, del centro di Azione Giuridica di Legambiente Umbria, che ha seguito la costituzione di parte civile dell’associazione ambientalista – l’auspicio è che serva da monito per chi inquina senza nessuna remora e pensa di poterla fare sempre franca. Il fiume non può più essere usato come se fosse una specie di discarica abusiva, dove smaltire illegalmente i veleni delle più svariate provenienza, dai reflui della zootecnia agli sversamenti della lavorazione degli alcoli. Speriamo che serva anche per tenere alta l’attenzione sulla salvaguardia delle acque e per rafforzare la difesa degli ecosistemi del fiume Tevere sempre più vulnerabile a causa di aggressioni scriteriate. Questa sentenza restituisce anche speranza a chi, cittadini e associazioni ambientaliste, da anni si batte per migliorare la qualità del territorio e del Tevere”.
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