La giornata – La prima tappa della visita di Gabrielli nei luoghi del terremoto del 1997 è stata Isola, una delle frazioni completamente rase al suolo dal sisma e ricostruite con una delocalizzazione. Lì ha incontrato gli abitanti, con tanto di foto di gruppo, e ha fatto i complimenti per la qualità dei lavori portati avanti, che hanno restituito da poco una particolarissima frazione. Nel quaderno che gli abitanti tengono all’esterno della chiesa, dove i visitatori possono annotare pensieri e saluti ha scritto: “Dopo tanti ritardi una boccata di ossigeno in un paese d’Italia che è rinato”. La visita è proseguita nel cantiere delle scuole elementari del centro storico, che dovrebbero riaprire con l’avvio del prossimo anno scolastico. Poi, a piedi tra ponteggi e cantieri, attraverso i vicoli, per concludersi in piazza Caprera.
La festa – «Una giornata di festa perché ci si riappropria di un importante elemento del centro storico – ha detto il sindaco Giovanni Bontempi – dopo tanti anni poi il lavoro è eccellente, ma non è terminato. Abbiamo ancora bisogno della Regione, a cui dico grazie per quello che ha fatto e farà». Negli echi degli interventi del prefetto Gabrielli e della presidente Marini anche la vertenza Merloni, con una delegazione di operai presenti. «Il lavoro sta diventando la vera calamità», ha detto Gabrielli, che ha sottolineato come non esistano modelli di ricostruzione, ma l’Umbria è «un bell’esempio di come fare le cose senza finire in galera e non macchiando tutto con scandali». L’importante per Gabrielli, nell’uscita dalle emergenze, è la «capacità prospettica nell’affrontare i danni della gente e delle istituzioni». Dall’Umbria poi è importante apprendere che ci vuole tempo e caparbietà, ma «la Regione ha saputo mettere in campo un percorso di Protezione civile che ne fa un’eccellenza in un paese in cui uno degli sport migliori è la ricerca del capro espiatorio». «Questo territorio ha sofferto il terremoto e ora soffre la mancanza del lavoro, che va ricostruito», ha spiegato la presidente Marini illustrando i numeri della ricostruzione. A Nocera è stato speso mezzo miliardo di euro dei cinque totali della ricostruzione, dando origine a lavori di qualità, «grazie ai cittadini privati, che hanno cofinanziato gli interventi». Gioia per il momento dal vescovo Sorrentino, ma preoccupazione per gli operai Merloni, che anche il Papa aveva voluto incontrare ad Assisi, «Situazione drammatica ma minore visibilità delle altre crisi. Come mai poveri di serie A e di serie B?». Per Nocera un forte appello a stimolare investimenti di imprenditori, per far ripartire il centro storico.
L’incontro con gli operai – A margine Marini, Bontempi e Riommi hanno incontrato una delegazione di operai con il segretario regionale della Cgil Mario Bravi, Simone Pampanelli della Fiom Cgil provinciale, Filippo Ciavaglia della Cgil provinciale e Luciano Recchioni, rappresentante Rsu della Jp Industries. L’assessore Riommi ha espresso profonda preoccupazione per le sorti della vertenza dal punto di vista processuale, con la Cassazione che probabilmente darà ragione alle prime due sentenze. Quindi l’obiettivo è dividere le sorti processuali da quelle della nuova azienda e arrivare al più presto alla convocazione di un tavolo nazionale e incontrando anche Invitalia, la responsabile dei ritardi dell’accordo di programma. Per la Marini la via maestra è un intervento normativo, che possa sbloccare le risorse e quindi aiutare e incentivare la presentazione di progetti. Iniziative che Palazzo Donini potrebbe accompagnare grazie alle risorse della nuova programmazione. Dalla Regione c’è stata anche la richiesta di un incontro con Invitalia, per intervenire sull’accordo.
Tag dell'articolo: Capo Protezione civile nazionale, catiuscia marini, cgil, Domenico Sorrentino, nocera umbra, Post Terremoto, Prefetto Franco Gabrielli, Presidente della Regione, Regione Umbria, Sindaco Giovanni Bontempi, terremoto.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.


