Regione Umbria. “Solo l’Umbria e altre tre regioni non sono riuscite a definire una soluzione per tutti i lavoratori”. Parola dei segretari regionali della funzione pubblica di Cgil, Fabrizio Fratini, Cisl, Massimiliano Speranzini e Serena Sargenti, e Uil, Marco Cotone che oggi, nel corso della prima commissione dell’assemblea legislativa, hanno fatto il punto sulla situazione della polizia provinciale. “Nel faticoso processo di riordino delle Province per la legge Del Rio – hanno affermato – registriamo due difficoltà nel tavolo di governance regionale: la polizia provinciale e i centri per l’impiego. La questione è capire qual è la funzione che la Regione vorrà esercitare in futuro. La Regione si è riappropriata di alcune funzioni importanti come caccia, pesca e lago Trasimeno, dove il servizio prima svolto dalla polizia provinciale deve essere mantenuto. Il problema centrale è che le persone devono seguire le funzioni. Ad oggi a noi risultano ancora 38 unità della polizia provinciale senza ricollocazione. Il negoziato comunque è in corso e noi siamo convinti che si possa addivenire ad una soluzioni in tempi brevi. Altrimenti il rischio è quello di disperdere competenze, e il prezzo lo pagherebbero anche i cittadini”.
Nel corso della riunione è intervenuto anche l’assessore Antonio Bartolini. “Ad oggi 25 persone non hanno un posto in Umbria e contiamo di risolve la situazione. Le difficoltà sono dovute all’anomalia della situazione umbra, visto che il personale in esubero nella polizia provinciale a Terni, con 15 dipendenti, è in media con il dato nazionale, mentre Perugia è la Provincia con il numero più alto e molto al di sopra della media italiana con 94 esuberi. Per le 25 persone ancora rimaste abbiamo aperto un tavolo a Roma e il ministero ci ha chiesto di fare una verifica sul nostro territorio delle disponibilità effettiva dei posti negli uffici periferici dello Stato. Lo stiamo facendo. Non sono pessimista sul fatto che riusciremo a trovare un ulteriore disponibilità di posti. Abbiamo anche riaperto un tavolo con i Comuni per vedere se ci sono altri posti disponibili”.
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