L’assemblea ha preso in esame gli ultimi sviluppi di Gesenu, la società a capitale misto, pubblico e privato, che attualmente gestisce circa il 40% dei rifiuti prodotti in Umbria, e che di recente è stata oggetto di vicende giudiziarie legate all’ ing. Carlo Noto Del la Diega, socio dell’azienda di cui detiene il 10% delle azioni. Tuttavia, Fernanda Cecchini, tiene a precisare che le vicende legali che hanno interessato la società non devono pregiudicare il quadro generale. “In questi mesi – ha aggiunto Cecchini – abbiamo spinto molto per procedere alla costituzione dell’Auri, l’Ambito regionale che dovrà garantire il percorso di “governance” per arrivare ad un unico piano che riguardi tutti i comprensori dell’Umbria con l’auspicio che presto si possa anche arrivare ad una gestione unitaria del rifiuti, superando le attuali 23 gestioni diverse”.
La giunta regionale sta già lavorando, infatti, ad un accordo con le altre Regioni per evitare di ‘bruciare’ rifiuti in Umbria e dunque evitare di realizzare altri impianti. Per potere procedere nel progetto è assolutamente necessario che il ‘sistema Umbria’ faccia la propria parte e dunque gli obiettivi che prevedono, intanto, il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata entro il 31 dicembre 2016 e un sistematico adeguamento degli impianti.
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