”Regione e Comune – infine – potrebbero facilmente rimediare al loro errore fermando il cantiere e convocando un tavolo con tutti gli attori, Università e ditta appaltatrice compresa, per individuare un diverso sito all’interno della sovrastante area delle ex cliniche universitarie. Soluzione definitiva del caso che non comporterebbe grossi oneri aggiuntivi, vista la modesta entità dei lavori già eseguiti”.
A proposito di San Bevignate e del progetto di costruzione del collegio Adisu (Agenzia per il diritto allo studio universitario dell’Umbria) per gli studenti, Oliviero in conferenza stampa ha chiarito la posizione dell’Adisu rispetto alle numerose notizie che si sono susseguite in questi giorni.
“Da quando amministro l’Adisu – ha detto – non è mai stata fatta cementificazione selvaggia come qualcuno afferma e rinvio al mittente le accuse di speculazione edilizia. Dal 2008 abbiamo recuperato e manutenuto le strutture esistenti, senza nessun tipo di aggravio per le casse dell’ente. Non permetto a nessuno di dubitare dell’etica e della moralità mia e dei dipendenti dell’Adisu”.
Detto ciò, per portare avanti un ragionamento sulla vicenda, c’è bisogno – secondo l’amministratore dell’Adisu – “di buon senso, pacatezza e responsabilità”. Da sciorinare in tempi brevi: “In tempi celeri si deve decidere – secondo Oliviero – se procedere alla realizzazione dell’opera. Si apra immediatamente una discussione seria anche con la cittadinanza. Il nostro impegno non verrà mai meno, qualunque sia la decisione politica che verrà presa circa la costruzione o meno del collegio. Ciascuno si assuma le proprie responsabilità, soprattutto la politica. Autorevoli membri di questo Governo dovrebbero gestire con maggiore sobrietà questa situazione”.
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