martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Nuovo inceneritore: Umbria ribadisce no a piano governo

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Il piano predisposto dal Governo non tiene conto del piano regionale umbro per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti che prevede, tra l'altro, una precisa scelta in direzione della raccolta differenziata al 68,6 per cento

 
Nuovo inceneritore: Umbria ribadisce no a piano governo
 La Regione Umbria ha riconfermato in sede di Conferenza delle Regioni e Conferenza Stato-Regioni la sua contrarietà allo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministero dell’Ambiente, recante norme per individuazione della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a livello nazionale, esprimendo il proprio parere negativo. L’atto è stato comunque rinviato alla prossima seduta della Conferenza Stato-Regioni per consentire ulteriori approfondimenti, come richiesto dal presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.
La contrarietà della Regione Umbria, rappresentata oggi dalla presidente Catiuscia Marini e dall’assessore regionale Antonio Bartolini, mentre nella seduta del coordinamento degli assessori regionali all’ambiente riunitasi ieri era presente l’assessore regionale Fernanda Cecchini, è motivata dal fatto che il piano predisposto dal Governo non tiene conto del Piano regionale umbro per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti che prevede una precisa scelta in direzione della raccolta differenziata al 68,6 per cento ed il collocamento sul mercato di combustibile solido secondario (CSS) per 58 mila tonnellate all’anno, portando così il fabbisogno di trattamento termico a 72 mila tonnellate all’anno. Fattori questi che rendono oltretutto economicamente non sostenibile la realizzazione di Umbria di un impianto di termovalorizzazione.

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