lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Omicidio Meredith, parla Lumumba: “Se Amanda è innocente, venga a Firenze per la sentenza”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

"Io sarò in aula. Il musicista ed ex gestore di un pub nel centro di Perugia parla all'Ansa: "Credo che Amanda stia scappando... Da lei non ho ancora ricevuto alcun risarcimento per le calunnie. Ho anche rinunciato ai soldi dell'ingiusta detenzione"

 
“Se Amanda Knox è innocente come dice, venga in aula per la sentenza. Io ci sarò”. Chi parla è Patrick Lumumba, il musicista congolese inizialmente coinvolto nell’indagine sull’omicidio di Meredith Kercher dalle dichiarazioni rilasciate alla polizia proprio dalla stessa Knox, ma poi risultato totalmente estraneo al delitto e quindi prosciolto. Nel rilasciare alcune dichiarazioni all’Ansa, Lumumba ha spiegato che sarà presente a Firenze, giovedì prossimo, alla lettura della sentenza dell’appello bis per la giovane di Seattle e per Raffaele Sollecito. “Se è sicura di non entrarci niente – ha sottolineato Lumumba riferendosi alla Knox – dovrebbe venire in aula anche lei ad ascoltare la decisione dei giudici. Ma credo che lei stia scappando…”.   Lumumba, sposato con due figli, ha spiegato di essere attualmente disoccupato. “La mia è una situazione difficile”. Quando venne arrestato, per poi essere scarcerato dopo 14 giorni in cella, Lumumba gestiva un pub nel centro di Perugia, poi chiuso. “E’ rimasto quattro mesi sotto sequestro – ha ricordato – e questo non mi ha certamente giovato. Miei amici che gestiscono locali simili sono in situazioni diverse, nonostante la crisi. Anche la mia attività di musicista è stata influenzata negativamente. Sono finito fuori dal giro”.   Lumumba ha anche sottolineato di “non avere ricevuto finora alcun risarcimento economico dalla Knox”, condannata per calunnia nei suoi confronti. “Ho anche rinunciato – ha aggiunto – agli 8 mila euro di che mi sono stati assegnati come risarcimento per l’ingiusta detenzione. Sto attendendo che venga deciso il ricorso fatto alla Corte europea per i diritti dell’uomo”.

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