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Raffaele Sollecito e’ arrivato in Cassazione insieme ai suoi legali Giulia Bongiorno e Luca Maori. E’ in attesa che inizi l’udienza nell’Aula Magna della Suprema Corte. Ad occuparsi del processo per l’omicidio di Meredith Kercher e’ la Quinta sezione penale. Con Sollecito c’e’ anche la fidanzata Greta e il padre Francesco con la sua compagna. Il verdetto e’ atteso in giornata. Numerosi i cronisti dei media italiani estranieri presenti.
L’udienza – Iniziata con una mezzora di ritardo, per la difesa di Raffaele Sollecito, ha preso la parola l’avvocato Giulia Bongiorno che ha detto che il suo intervento “si articolera’ sugli unici due indizi a carico dell’imputato: il gancetto del reggiseno di Meredith, e l’essere stato fidanzato per 10 giorni con Amanda Knox”. Dopo la parola passera’ all’avvocato Luca Maori e poi i giudici si chiuderanno in camera di consiglio. Nell’udienza di due giorni fa il sostituto procuratore generale Mario Pinelli si era pronunciato per la conferma della condanna dell’informatico pugliese e di quella della sua ex fidanzata, l’americana Amanda Knox (28 anni e mezzo di carcere), salvo uno sconto di appena tre mesi per entrambi perche’ il reato di porto d’arma (il coltello con cui e’ stata uccisa Meredith) e’ prescritto. I difensori della Knox, invece, avevano concluso l’intervento sollecitando l’annullamento della condanna.
Contro la sentenza d’appello – “L’approccio della sentenza fiorentina con le prove genetiche sul gancetto e sul coltellaccio è fuorviante e anacronistico. La sentenza ammette che non vi è la prova certa della presenza del dna di Sollecito sul gancetto. I protocolli internazionali dei prelievi e degli esami, infatti, non sono stati rispettati”. Lo ha sottolineato l’avvocato Giulia Bongiorno nella sua arringa in difesa di Raffaele Sollecito. “Contro Raffaele e’ stato usato un metodo ‘sospettocentrico’ perche’ la prova del dna e’ stata fatta solo per cercare la sua traccia e non quella delle tante altre persone che frequentavano la casa di via della Pergola, tra le quali Giacomo Silenzi”. Bongiorno ha spiegato di non voler dire che Silenzi “e’ colpevole, dal momento che ha un alibi, ma solo che su quel gancetto potevano essere trovate molte altre tracce genetiche se solo fossero state cercate”. Inoltre l’avvocato ha criticato la sentenza dell’appello bis perche’ ha dato all’impronta genetica di Raffaele rinvenuta sul gancetto una sorta di “valore di prova genetica a capacita’ ridotta, una cosa che non esiste in questo campo in quanto una mezza traccia genetica non e’ una prova, ma una trappola. Il criterio della capacita’ ridotta non si puo’ applicare alla genetica, ma semmai alla valutazione delle dichiarazioni dei pentiti, come e’ avvenuto nel processo Andreotti”. La Bongiorno si è detta convinta che Amanda non e’ entrata nella stanza del delitto, ma se si deve credere alle sue dichiarazioni allora bisogna credere che lei usci’ dalla casa di Sollecito e menti’ al suo ragazzo dicendogli che andava a lavorare dopo aver ricevuto il messaggio di Patrick Lumumba che invece le aveva detto di non andare al lavoro. Raffaele non era presente nella stanza del delitto e non ci sono neppure tracce riconducibili alla Knox”.
La medium – Amanda Knox fu pressata da una stranissima medium nella stanza della polizia di Perugia, e una medium non ci deve stare in una stanza di polizia!”, ha detto la Bongiorno.
L’avvocato ha inoltre detto che, a suo avviso anche Amanda, come Raffaele, “e’ innocente” e che il delitto di Meredith è avvenuto la sera del primo novembre 2007, tra le ore 21 e le 22 e 13 minuti, quando Rudy Guede manda un mms dal suo cellulare. Secondo Bongiorno, inoltre, Meredith non e’ stata uccisa dal ‘coltellaccio’ ma da un’arma non rinvenuta.
L’ultima arringa – L’ultima arringa è quella di Luca Maori, difensore di Raffaele Sollecito. Poi i supremi giudici, probabilmente dopo una pausa, si chiuderanno in camera di consiglio. Prima di Maori ha parlato l’avvocato Giulia Bongiorno per circa un’ora e trequarti. Sollecito assiste all’udienza seduto in prima fila, ora l’avvocato Bongiorno e’ andata a sedersi accanto a lui. Nella fila dietro, e’ seduto suo padre Francesco con la sorella Vanessa. Alcune file dietro siedono Greta, la giovanissima fidanzata di Raffaele, con accanto la compagna del padre di Sollecito.
Maori – “In questo enorme mosaico le tessere fondamentali sono il coltello e il gancetto del reggiseno, tutto il resto e’ subordinato a queste e se vengono a cadere cade tutto”. E’ uno dei passaggi dell’arringa in Cassazione dell’avvocato Luca Maori, che assieme a Giulia Bongiorno, difende Raffaele Sollecito nel processo per l’omicidio di Meredith Kercher. Il legale ha sottolineato che “la Corte di rinvio” di Firenze pur asserendo che l’esame del dna non fosse del tutto regolare l’ha ritenuto forte indizio, ma forte indizio non e’ prova certa”. L’avvocato ha messo in discussione la perizia della Polizia postale sul computer di Sollecito, l’attendibilita’ dei testimoni, in particolare rispetto all’ora in cui questi dicono di avere udito un urlo provenire dalla villetta in via della Pergola e ha criticato lo “screditamento” della loro perizia di parte compiuta dai giudici fiorentini. Maori ha quindi concluso per l’annullamento della sentenza con cui la Corte d’assise d’appello di Firenze ha condannato il suo assistito a 25 anni di reclusione.
Camera di consiglio – I giudici della quinta sezione penale della Corte di Cassazione sono da in camera di consiglio per pronunciarsi sul ricorso presentato da Amanda Knox e Raffaele Sollecito contro la condanna, rispettivamente a 28 anni e mezzo e 25 anni di reclusione, inflitta dalla Corte d’assise d’appello di Firenze per l’omicidio di Meredith Kercher. Il presidente Gennaro Marasca non ha dato alcuna indicazione alle parti circa l’orario di conclusione della camera di consiglio: “Non sono ancora in grado”, si e’ limitato a dire ai difensori i quali saranno avvertiti un’ora prima della lettura del dispositivo da un cancelliere.
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