lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Omicidio Raggi: Aassoul non doveva essere in Italia

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Niente asilo politico per il marocchino accusato di aver ucciso il giovane David a Terni lo scorso aprile, è la decisione del tribunale di Caltanissetta

 
Omicidio Raggi: Aassoul non doveva essere in Italia
Terni. Aassoul non doveva essere in Italia. Il tribunale di Caltanissetta ha infatti respinto il ricorso contro il rigetto della richiesta di riconoscimento di asilo politico presentato nell’autunno scorso dal giovane marocchino accusato di avere ucciso a Terni, nella notte tra il 12 e il 13 marzo, il 27enne David Raggi.

L’avvocato – Secondo il legale della famiglia della vittima, l’avvocato Massimo Proietti, “i presupposti perchè  il giovane restasse qui al momento dell’omicidio non c’erano e questo fa riflettere sui meccanismi giudiziari”. “Finalmente – ha aggiunto – e’ stata scritta la parola fine alla vicenda, anche nel merito. Tutte le tesi sulla legittimita’ della permanenza in Italia di Aassoul cadono”.

La famiglia – I familiari di Raggi, spiega sempre il legale, “hanno appreso con soddisfazione, ma anche con la solita compostezza, la notizia del rigetto”. Il tribunale, infatti, aveva precedentemente respinto la richiesta di sospensione del provvedimento di rigetto della stessa istanza di riconoscimento di protezione umanitaria, provvedimento emesso dalla Commissione territoriale di Siracusa il 15 settembre, dopo che Aassoul aveva fatto rientro in Italia nel maggio 2014.

In carcere – Aassoul, nei confronti del quale recentemente la procura ha chiesto il giudizio immediato, rimarra’ nel carcere di Spoleto in base all’ordinanza di custodia cautelare che l’ha raggiunto dopo l’omicidio, ma anche grazie al provvedimento di cumulo di pene (sei anni e otto mesi) per una alcuni reati commessi tra l’Umbria e le Marche negli ultimi anni e che gli e’ stato notificato solo recentemente.

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