Questi lavoratori, come fanno notare le sigle sindacali, “hanno assicurato per tanti anni il buon funzionamento dell’Opera anche facendosi carico di persona di sacrifici per venire incontro alle difficoltà, dimostrando sempre volontà di apertura alla discussione e alla ricerca delle soluzioni e anche in questo particolare e delicato momento sono pronti a fare altrettanto, ma non accetteranno imposizioni che non tutelino i loro diritti e la dignità del loro lavoro. Da parte nostra – hanno spiegato – ricordiamo che è fatto obbligo il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e che pretendiamo che l’iter venga rispettato e per questo abbiamo provveduto a chiedere un incontro per affrontare la problematica”.
Le organizzazioni sono quindi pronte a scendere in campo contro l’esternalizzazione. “Non ci basta l’eventuale rassicurazione che i lavoratori verranno riassunti dalla cooperativa subentrante. Dove sarebbe infatti il risparmio, visto che a questi lavoratori per effetto della legge 300 art. 13 non potrà e non dovrà essere diminuito lo stipendio? Dove sarà il risparmio visto che non accetteremo nessun cambiamento di inquadramento e di contratto collettivo Nazionale? Non sarebbe meglio, invece, approfittando della pausa estiva, riflettere sulla situazione e aprire un tavolo di confronto che ci coinvolga tutti? Siamo sicuri che una soluzione la troveremo senza ricorrere ad estremi che non farebbero bene a nessuno, tantomeno al buon funzionamento dell’Opera, al suo prestigio e a quello del territorio”.
Tag dell'articolo: cascia, dipendenti, esternalizzazione, licenziamento, Opera di Santa Rita, servizi.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
