Operazione Grifo – L’operazione che porta un nome che è innanzitutto espressione della città di Perugia, si pregia di voler essere un progetto pilota da esportare anche in altre realtà italiane e si è concentrata sull’analisi e sulle azioni di ripulitura della città e in particolare del centro storico e del quartiere di Fontivegge. L’operazione, iniziata sei mesi fa, è ancora in corso come ci tengono a sottolineare i soggetti che l’hanno portata avanti. Gli obiettivi mirano a contrastare la presenza irregolare degli stranieri, lo spaccio diffuso di droga e l’intensificazione del controllo del territorio.
I dati – Sono 123 i provvedimenti di espulsione seguiti, 55 accompagnamenti ai CIE, 25 accompagnamenti alla frontiera aerea, un allontanamento di cittadino comunitario, 42 “ordini del Questore” Tunisini e albanesi sono in percentuale maggiore i destinatari di espulsioni, seguiti da nigeriani e algerini. Sono, invece, 52 i provvedimenti restrittivi per droga: 22 arresti in flagranza, 21 custodie cautelari, 6 fermi di indiziato di delitto e 3 esecuzione di definitivi. Da un’analisi è emerso che il centro è in mano ai tunisini; Fontivegge è dei tunisini e nigeriani e il controllo delle periferie in mano di albanesi e tunisini.
Elogio per le forze dell’ordine – “Dietro ai grandi numeri di fermi, arresti, rimpatri ci sono uomini e donne che hanno lavorato duro” ha dichiarato Fulvio Della Rocca, vice capo della polizia. E anche il segretario Gianpiero Bocci dichiara: “Questo è un lavoro di ordinaria amministrazione. Accanto alle operazioni che fanno notizia ce ne sono tante altre che hanno la loro efficacia anche se rimangono in sordina. Il successo delle operazioni è dato anche dai sacrifici personali delle forze dell’ordine che hanno a cuore la sicurezza della nostra città”.
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