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Operazione “Mama Boys”: catturato uno degli spacciatori, era latitante ad Asti

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Faceva parte del gruppo di pusher che operavano nella "piazza dello spaccio" in zona Fontivegge alle dipendenze di "Mama", la titolare dell'omonimo african shop ubicato in Largo Curtatone e Montanara

 
Operazione “Mama Boys”: catturato uno degli spacciatori, era latitante ad Asti
Perugia. E’ stato catturato ad Asti, dove era latitante, uno degli spacciatori che operavano nella “piazza dello spaccio” in zona Fontivegge alle dipendenze di “Mama”, la titolare dell’omonimo african shop ubicato in Largo Curtatone e Montanara. Questo mercato dello spaccio era stato smantellato qualche settimana fa dalla polizia di Perugia nel corso dell’operazione “Mama Boys”.

Gli arresti – All’esito dell’indagine in narrativa, all’alba dello scorso mercoledì 25 febbraio, erano stati catturati 11 pusher, tutti rintracciati grazie ad una capillare conoscenza del territorio nonché dei loro spostamenti, essendo quasi tutti senza fissa dimora, ed altri 6 connazionali non destinatari di misura cautelare, contestualmente, erano stati sottoposti alla misura di prevenzione dell’espulsione dal territorio nazionale e tempestivamente accompagnati presso il CIE di Bari. Alla “coordinatrice” del gruppo di spaccio, “MAMA”, oltre all’applicazione della misura cautelare del divieto di dimora a Perugia, è toccata una sanzione ancor più pesante: il sequestro probatorio del negozio.

Il nuovo arresto –  Tra i soggetti da ricercare ma che avevano fatto perdere le tracce di sé, probabilmente avvisati dal “tam tam” dei loro connazionali durante le cattura, Osasumwen Osagie, nigeriano del 1987, tra i più attivi nello spaccio davanti al “Mama” e destinatario di un provvedimento di divieto di dimora a Perugia, esattamente come il loro boss al femminile (“Mama”), ha pensato bene non solo di non farsi trovare al domicilio indicato nella richiesta di permesso di soggiorno, bensì addirittura di allontanarsi dall’Umbria. I successivi accertamenti hanno consentito la sua individuazione ad Asti, dove frattanto si era provvisoriamente stabilito: nella cittadina piemontese, infatti, una pattuglia locale dei Carabinieri lo aveva identificato e controllato all’uscita di un supermercato a chiedere l’elemosina. Sono stati gli stessi carabinieri di Asti, grazie alla segnalazione fatta dalla Squadra Mobile di Perugia circa il rintraccio del nigeriano, ad individuarlo nuovamente ed a sottoporlo alla misura cautelare emessa a suo carico dal GIP. di Perugia dott. Claudiani, su richiesta del PM titolare dell’indagine, dott. Petrazzini. Adesso, anche l’ultimo giovane pusher individuato, dovrà trovare un’altra località per spacciare sostanze stupefacenti: per il momento, come accertato, dovrà accontentarsi di fare l’elemosina, se non vorrà fare compagnia ai suoi compagni di spaccio a Capanne.

L’operazione – L’operazione “Mama Boys”, condotta da ottobre a dicembre 2014 dagli uomini della Squadra Mobile diretti da Marco Chiacchiera, in particolare dalla sezione Criminalità Organizzata agli ordini del dott. Corona, ha permesso di smantellare un nutrito gruppo criminale che gestiva, agli ordini di Joseph Maureen, detta “Mama” e titolare dell’omonimo african shop ubicato in Largo Curtatone e Montanara, in zona Fontivegge, una importante “piazza di spaccio” a cielo aperto, una sorta di “supermarket” della droga, dove chiunque, in orario di apertura del predetto negozio etnico, poteva acquistare, rivolgendosi al pusher “di turno”, cocaina, eroina, hashish e marijuana, spesso approfittando del riparo sicuro costituito dal vicino tunnel di collegamento con via Campo di Marte. L’indagine si era basata su un complesso sistema di videoregistrazione attraverso l’impianto di telecamere esterne ed interne al negozio, nonché sui continui recuperi operati direttamente sui singoli tossicodipendenti acquirenti, spesso italiani ma in alcuni casi anche maghrebini, consumatori ed anche spacciatori a loro volta.

 

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