lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

A Palazzo continua la polemica. Calabrese: “Dal Pd una caccia all’assessore”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Ancora chiasso a Palazzo: in Consiglio comunale si parla di infiltrazioni mafiose. E il capogruppo Diego Mencaroni continua a chiedere le dimissioni dell'assessore

 
A Palazzo continua la polemica. Calabrese: “Dal Pd una caccia all’assessore”
Perugia. In Consiglio comunale si parla ancora di infiltrazioni mafiose. E Diego Mencaroni, capogruppo Pd in consiglio, continua a chiedere le dimissioni dell’assessore. Affrontato nuovamente la questione inerente alle affermazioni dell’assessore Francesco Calabrese sulle infiltrazioni mafiose collegate alla classe politica, in sede di Consiglio, torna la polemica.

L’intervento di Calabrese -“Nonostante la vera e propria aggressione personale subita in quei giorni – prende la parola Calabrese -, con l’intervento di Brutti, ho deciso di voltare pagina e parlare di cose serie. Ma, a Palazzo, l’opposizione ha continuato a dare la caccia all’assessore. Una caccia un po’ vile”. Il caso Calabrese viene archiviato così, con un bel polverone intorno e tanto chiasso. La sede del Consiglio comunale torna nuovamente ad essere il campo di battaglia di maggioranza ed opposizione, armati di frasi capaci di esplodere in polemiche. L’assessore ha cercato di contestualizzare il suo passato intervento, anche utilizzando le dichiarazioni del consigliere Paolo Brutti, presidente della Commissione antimafia. Ma Bori non si è fatto convincere dalle spiegazioni offerte dall’assessore e, con il capogruppo Mencaroni, torna a a chiedere a Calabrese di rimettere il suo mandato al sindaco Romizi. “L’assessore – spiega Bori – è stato smentito in quello che ha detto, dal questore Gugliotta e dal sottosegretario Bocci e, in parte, anche dal sindaco Romizi”.

L’opposizione –  “ Le sue parole hanno indirettamente puntato il dito sul lavoro di anni di onesto impegno al servizio della legalità – aggiunge Mencaroni – . Il punto è che non si sta discutendo se Perugia e l’Umbria siano o no vittime delle infiltrazioni mafiose; si discute se un pezzo rilevante di classe politica e dirigente abbia o non abbia fatto, più o meno consapevolmente da comodo cuscino per la criminalità organizzata. Le parole assessore sono importanti e hanno un peso specifico a seconda di chi le pronuncia. Lei ora rappresenta il massimo delle istituzioni a Perugia”.

Il M5S – Dal lato del Movimento 5 Stelle, la consigliera Rosetti, diretta come una freccia, è invece tornata a chiedere una parola di Romizi a riguardo e, soprattutto, a Calabrese di “fornire dati e nomi che testimonino questo collegamento di cui ha parlato tra la mafia e chi, per 70 anni, ha governato la città”.E ancora parole ma senza troppi risultati. Il caso? Archiviato senza consenso

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