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Pareri discordanti sulla questione trasporti: a parlare sono il consigliere regionale del PD Giacomo Leonelli e i rappresentanti dei sindacati

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

PD: "L’alta velocità e l’aeroporto devono lavorare in sinergia per un migliore sviluppo dei trasporti". Ma i sindacati non sono d’accordo.

 
Pareri discordanti sulla questione trasporti: a parlare sono il consigliere regionale del PD Giacomo Leonelli e i rappresentanti dei sindacati
Perugia.

Giacomo Leonelli, consigliere regionale del Partito Democratico, ha presentato Giovedì 26 Aprile, in aula la sua interrogazione su quali strategie la Giunta regionale intende adottare per scongiurare le ipotesi di ridimensionamento dei vettori attuali e per il rilancio complessivo dell’Aeroporto internazionale dell’Umbria – Perugia “San Francesco di Assisi”.

“Lo sviluppo economico della nostra regione – ha sottolineato Leonelli nel corso del suo intervento in aula, non può e non deve prescindere dalle norme dal Piano regionale dei trasporti recentemente licenziato da questa stessa assemblea. Il mantenimento dei buoni risultati di crescita fatti registrare dal “San Francesco di Assisi”, con passeggeri più che raddoppiati negli ultimi 5 anni e passati dai 113mila del 2010 ai 274mila del 2015, non è alternativo alla creazione della fermata dell’alta velocità, né in contraddizione rispetto all’ormai prossimo completamento della Quadrilatero.”

Secondo l’assessore Aerei, treni e traffico veicolare possono e devono essere armonizzati tra di loro. Meno fiduciosi nella buona riuscita dei nuovi progetti della regione sono invece i sindacati Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, insieme alle categorie Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, che ieri, 27 Aprile, hanno tenuto un’assemblea con i lavoratori dell’aeroporto, ascoltando le preoccupazioni e condividendo le richieste e le proposte da portare all’azienda e alle istituzioni.

La preoccupazione primaria di sindacati e lavoratori è quella di capire il ruolo che rivestirà in futuro l’aeroporto e se avrà ancora una posizione centrale nel progetto di sviluppo infrastrutturale dell’Umbria. “Prima di tutto una richiesta di chiarezza – hanno sottolineato lavoratori e sindacati – perché vogliamo capire se dopo gli ingenti investimenti fatti e gli importanti risultati raggiunti è cambiato qualcosa nelle strategie della Regione o se alle difficoltà contingenti legate alle scelte delle compagnie aeree si intende rispondere in maniera determinata, senza rinunciare allo sviluppo di questa infrastruttura strategica”.

Nell’assemblea, i lavoratori – solo 35 quelli fissi, più alcuni stagionali, numeri che fanno escludere subito che il problema possa essere nel costo del personale – hanno rivendicato con forza il ruolo che lo scalo perugino riveste per l’economia regionale in termini di turismo e indotto. Tra l’altro – è stato sottolineato in vari interventi – la situazione dello scalo umbro da un punto di vista di equilibrio economico, proprio in virtù dell’efficienza dei lavoratori e del loro basso costo, è “assolutamente sostenibile, soprattutto rispetto ad altre realtà vicine, con livelli di indebitamento molto elevati”.

Tra le proposte emerse nel corso del dibattito per il rilancio dell’aeroporto regionale c’è quella, peraltro non nuova, di studiare sinergie con altri scali limitrofi (Ancona, Pescara e anche Roma), di ricercare nuove compagnie, perché la sola Ryanair “non dà le necessarie garanzie”, ma anche di lavorare all’integrazione con altri vettori di trasporto, dato che “è assolutamente sbagliato – hanno sottolineato Cgil, Cisl e Uil – mettere in contrapposizione il trasporto aereo con quello ferroviario”.

Sul possibile ruolo di soggetti privati i sindacati si sono detti “laici”, purché un eventuale partecipazione (comunque minoritaria) sia “finalizzata alla volontà di fare investimenti e business nel settore e non a semplici speculazioni, come purtroppo accade sempre più spesso”. Cgil, Cisl e Uil restano dunque in attesa di una convocazione ufficiale da parte della Regione, con la massima disponibilità a lavorare insieme per trovare soluzioni che possano garantire un futuro di crescita all’aeroporto, ma al tempo stesso pronte a mettere in campo tutte le azioni necessarie in caso di mancate risposte all’altezza di una sfida che è decisiva per il futuro dell’Umbria.

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