lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Per qualcuno la Resistenza è un disonore…

Daniele Ubaldi

Daniele Ubaldi

Direttore responsabile di Perugia Online.

Durante la commemorazione di Ilvano Rasimelli, in consiglio comunale, l’amministrazione ricorda la figura del rappresentante istituzionale senza fare altrettanto con quella del combattente della Resistenza. Revisionismo?

 
Per qualcuno la Resistenza è un disonore…
Perugia. “Chi rappresenta le Istituzioni non può cancellare pezzi di storia cittadina e personale”. Della serie “quando è troppo è troppo”, il gruppo consiliare del Partito democratico di Perugia non ci sta alla “commemorazione mutilata” del partigiano, ancor prima che del senatore, consigliere e assessore comunale Ilvano Ramiselli, recentemente scomparso a quasi 91 anni d’età, messa in atto dall’amministrazione Romizi oggi pomeriggio (27 luglio) nel corso della seduta del consiglio comunale.

“Dopo molte forzature . scrivono dal Pd – e con la forte resistenza del Presidente Varasano, il consiglio comunale è iniziato con un minuto di silenzio per commemorare Ilvano Rasimelli, figura centrale della vita istituzionale e politica della nostra città nel dopoguerra: infatti è stato sì Assessore al Comune e Presidente della Provincia, oltre che Senatore della Repubblica, ma soprattutto Rasimelli deve la sua formazione umana e politica all’essere stato partigiano ed aver contribuito a guidare il Comitato di Liberazione nella nostra città”.
La puntualizzazione è più che dovuta, dato che nella sua nota alla stampa l’amministrazione Romizi si limita a ricordare Ramiselli come “uno dei principali protagonisti della vita politica del Capoluogo Umbro, avendo ricoperto dal 1952 al 1964 il ruolo di Assessore e successivamente quello di consigliere comunale dal 1970 al 1975. Successivamente Rasimelli è stato anche Presidente della Provincia di Perugia dal 1964 al 1970, per poi essere eletto nel 1983 al Senato della Repubblica”. E stop.

Sdegnata la replica del Partito democratico, che affida alla voce del suo capogruppo Tommaso Bori parole dure e sentite. ““Ritengo sia molto grave ed istituzionalmente inaccettabile – afferma Bori – l’aver volutamente omesso nel ricordo della storia umana, politica ed istituzionale di Ilvano Rasimelli il suo essere partigiano e essere stato tra i promotori del comitato di liberazione della nostra città. Quella ricordata dal Presidente Varasano – continua Bori – è una figura mutilata perché quella vera sarebbe risultata ‘troppo divisiva’ a suo dire. Queste affermazioni hanno portato la mia coscienza personale a proporre una mozione di censura nei confronti del Presidente per la totale mancanza di senso della storia e delle istituzioni. Ma purtroppo sono stato aggredito ed interrotto più volte dal Presidente e, infine, mi è stata arbitrariamente tolta la parola con metodi che non ho paura di definire fascisti: per questo ho abbandonato i lavori del Consiglio Comunale come protesta.”

Il Gruppo del Partito Democratico ritiene quanto accaduto durante la seduta del Consiglio Comunale inaccettabile e vergognoso: è, infatti, inammissibile e contrario ad ogni regolamento che il Presidente del Consiglio Comunale, figura che dovrebbe essere super-partes e dovrebbe garantire il regolare svolgimento dei lavori, si permetta di togliere la parola ad un Consigliere Comunale solo perché in disaccordo con le sue posizioni istituzionali e politiche quanto meno discutibili. “Chi rappresenta le Istituzioni – conclude la nota del Pd – non può permettersi di cancellare pezzi di storia cittadina e personale di figure come quella di Ilvano Rasimelli, per posizioni politiche personali e interessi di parte”.
Un fatto, quello occorso oggi nel massimo consesso cittadino, che dimostra ancora una volta come il revisionismo sia un’insidia concreta, reale e sempre dietro l’angolo.

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Daniele Ubaldi

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