Gli antefatti – Anche se i protagonisti rivelano che l’idea ha più di un anno, il progetto è stato ufficializzato solo il 20 maggio tramite Facebook: ricevuto il supporto di alcune figure istituzionali, il gruppo ha lanciato un crowdfunding che gli permettesse di affrontare il lungo viaggio, pensato con lo scopo di “creare un ponte culturale tra Oriente e Occidente, incentivando il reciproco interesse nei più diversi ambiti: arte, cultura, storia, enogastronomia, moda, realtà accademiche e universitarie” (una volta raggiunta la destinazione sono infatti in programma incontri con le autorità locali, con tanto di scambio di doni). In questi mesi sono arrivati più di 3.000 euro da offerte spontanee, che sono serviti a coprire parzialmente le spese, le quali ancor prima della partenza ammontano già a circa il doppio, dato che si è reso necessario l’acquisto di un’auto ad hoc.
L’ingresso trionfale – Ed eccoci a oggi. Con qualche minuto di ritardo rispetto all’appuntamento prefissato i Mad Ponies fanno il loro ingresso in piazza IV Novembre, a bordo di una Opel Frontera del 1996, accolti dal suono di uno zampognaro (probabilmente ignaro di quel che stava accadendo intorno): ad attenderli, sfidando la pioggia, diverse decine di amici, conoscenti e semplici curiosi. I tre scendono e si fermano a parlare con tutti, sventolano una bandiera del Kazakistan, fanno foto con alcune tra le autorità che li hanno aiutati ad organizzare e pianificare il viaggio: il sindaco Andrea Romizi, l’assessore Michele Fioroni, il (dimissionario) rettore della Stranieri Giovanni Paciullo.
Le dichiarazioni dei partenti – Euforici e in parte ancora increduli di essere arrivati fino a questo punto, i tre si lanciano in dichiarazioni, tra il serio e il faceto. “Tutto questo non ha alcun senso – fa Bartoccioli – Abbiamo comprato l’auto da un probabile truffatore a Centocelle”. “Ma no – gli risponde Giuseppe, detto Sardella – Abbiamo già fatto 800 km di rodaggio, è tutto a posto. Siamo attrezzati con vestiti pesanti, sopravviveremo”. “La prima tappa comunque è Firenze – dice Eugenio – Ci fermeremo da qualche parte lì intorno stanotte”. Immancabili i ringraziamenti a tutti quelli che li hanno supportati nell’impresa, con menzione particolare “a Drag One Racing, che ci ha sistemato la macchina, a Taisha che ci ha fatto da tramite con l’ambasciata kazaka e a Valentina dell’UniStra che ci ha trovato gli alloggi lungo il percorso”. Dopo un’ora abbondante trascorsa in un clima festoso, la partenza: l’Odissea nella steppa può dirsi cominciata.
I commenti degli amici – Tra i presenti anche il compagno di avventure Pasquale, possibile quarto viaggiatore che ha infine dato forfait, ha voluto rivolgere ai tre il proprio saluto: “Impegni impellenti mi hanno spinto a restare, sarò comunque con loro col cuore”. Intanto c’è già chi raccoglie scommesse sul buon esito dell’impresa: “È dato a 1,7 che non superano la Polonia”, chi si affida a forze ultraterrene: “Vado ad accendere un cero in Duomo per loro”, chi teme per gli interessati l’onta dell’insuccesso: “Mi auguro che ce la facciano ad arrivare, sennò sai che figura di m***a”, chi è più pragmatico: “Spero semplicemente che tornino, possibilmente tutti interi”. Il più acclamato comunque è Bartoccioli, la cui fidanzata Elisa ci racconta: “Dopo cinque anni insieme a lui sono abituata a questo genere di cose, anche se stavolta sono un po’ preoccupata. Ma sono convinta che la passione sarà la loro forza!”.
Tag dell'articolo: astana, kazakistan, mad ponies, odissea nella steppa.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
