Sono bastati pochi minuti di servizio per far riemergere lo stereotipo di Perugia capitale della droga. Che a Perugia ci sia droga è innegabile, ma è innegabile anche che in tutte le altre città d’Italia sia possibile acquistare droga così facilmente.
E se, tempo fa, il Questore aveva detto che Perugia non era la capitale della droga e un gruppo di cittadini c’ha messo la faccia e ha lavorato per far emergere gli aspetti positivi della città sono bastati quei 5 minuti di trasmissione a far passare di nuovo la città candidata a capitale della cultura europea a crocevia di narcotraffico.
Uno stereotipo d’altri tempi. Italia pizza e mafia. Perugia droga e prostituzione. Poca fantasia, anche nelle parole dell’ex ministro Carlo Giovanardi: “Perugia è una città persa, per fortuna non tutte sono così”.
Uno stereotipo anche nel modo in cui è stato “confezionato” il reportage che parla di “fortino dei tossicodipendenti mentre nel centro, qualche chilometro più in là, va in scena la movida del sabato sera. A sorvegliare piazza IV Novembre c’è un gruppo di pusher tunisini, che controllano il racket”. E poi le interviste a due ragazze: “Perugia è fatta così, c’è gente che vende, pippa, si droga e nessuno li arresta”. E un altro ancora: “Pensavano di togliere gli spacciatori chiudendo i locali in centro, ma gli studenti se ne sono andati e gli spacciatori sono rimasti”.
Per chi se lo fosse perso, il video di AnnoUno lo trovate qui
E intanto sui social impazza il dibattito. C’è chi dice che si tratta di un servizio infamante e che non rispecchia la realtà e chi esprime dubbi sulla correttezza o meno di aver mandato in onda il servizio a pochi giorni dal ballottaggio.
C’è Cernicchi ad esempio che tuona: “Basta, la misura è colma. Il servizio di ieri di “Anno Uno” è delinquenziale. Lo è innanzitutto perché non nasce da un fatto di cronaca tale da richiedere immediata reazione giornalistica. Lo è perché montato ad arte: se lo stesso reporter fosse andato a sondare notti di città come la nostra avrebbe trovato le stesse cose, i mali della vita contemporanea. Lo è perché non parla degli sforzi e dei risultati raggiunti grazie alla collaborazione tra istituzioni (Comune, le due Università, Prefettura, Questura, mondo dell’associazionismo diffuso). Lo è perché, ripeto senza fatti recenti, getta una luce cupa su una città che si rialza proprio quando i genitori decidono a quale Università iscrivere i propri figli. Basta!!!”
E lancia un appello ai cittadini, con tanto di hashtag #difendiperugia: “Spero che tutti i perugini, non mi importa che cosa voteranno o che cosa hanno votato, difendano la propria città da questi vili e ignobili attacchi”.
E Boccali è un fiume in piena: “Ieri sera abbiamo assistito al nuovo, cieco attacco sensazionalistico alla città di Perugia. L’Amministrazione, le due Università, l’Accademia e il Conservatorio, insieme agli organi dello Stato, Questura e Forze dell’Ordine, con la fondamentale partecipazione del mondo dell’associazionismo diffuso, si impegnano da anni, insieme e coesi e con risultati ormai evidenti, per garantire qualità della vita, accoglienza e solidarietà, aspetti che da sempre caratterizzano la nostra città e che sono oggi messi a rischio da cambiamenti economici e sociali che investono tutte le grandi città, in particolare i centri storici. Tutti i fenomeni negativi sono in diminuzione, mentre è in aumento il vile attacco mediatico nei confronti della nostra comunità.
Perugia non ha bisogno di detrattori ma di persone consapevoli dei suoi problemi e capaci di reagire agli stimoli con strategie forti, in grado di garantire frutti sia nel breve che nel lungo periodo. Dileggiare la città, esaltarne i problemi, lamentarsene e mugugnare non sono strategie. Perugia va criticata ma va soprattutto amata.
Vituperio e gogna mediatica sono tentativi di affossarci, soprattutto ora che le famiglie scelgono le sedi Universitarie dove iscrivere i propri figli. Il nostro Ateneo è sotto attacco. Difendiamolo!
Non posso in ultimo non collegare l’evento accaduto all’imminente ballottaggio. Sono convinto che i perugini, con il senso di responsabilità, l’orgoglio e il senso di appartenenza all propria omunita, sapranno valutare e distingurere la realtà dei fatti dalla strumentalitá elettorale. Verificherò tutte le azioni possibili a difesa della citta e dei cittadini”.
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