Vendite – “Vendere palestre e cva – aggiunge Giacopetti – significa rinunciare a luoghi di comunità molto spesso a servizio di anziani e bambini. Sforbiciare sui servizi sociali significa amplificare solitudini e disagio, significa abbandonare famiglie in difficoltà, significa delegare la cura del benessere sociale alla buona volontà di pochi o alla logica del profitto e dei numeri. In un’epoca di crisi, infine, con un tessuto sociale fortemente parcellizzato e con famiglie sempre più precarie, l’asilo nido rappresenta un servizio vitale e il suo costo è una componente piuttosto pesante del bilancio familiare”. Spiega il segretario cittadino: “Non è in discussione la qualità del servizio privato, anzi. E’ in discussione la sostenibilità del servizio da parte dei genitori e soprattutto la tutela di chi nel servizio ci lavora. Non vorrei, cioè, che a farne le spese, alla fine, siano le tasche di mamme e papà e gli stipendi delle maestre. Per anni le amministrazioni di centrosinistra, per ultima quella a guida Boccali, pur denunciando crescenti difficoltà e risorse sempre più scarse, hanno sempre mantenuto equilibrio nella tassazione, un alto livello dei servizi alla persona, un impegno per l’universalità del loro godimento”.
Auspicio – “Spero che ci sia spazio per una concertazione sui criteri e sull’oggetto dei tagli – conclude Giacopetti – quantomeno che ci sia la volontà di ascoltare, nel merito, le esigenze della città, delle famiglie, dei lavoratori. Una famiglia in difficoltà si riunisce e decide le sue priorità e le spese da tagliare insieme; una famiglia in difficoltà non mette al primo posto delle spese da tagliare l’istruzione dei figli o la cura degli anziani. Spero, dunque, che si possa mantenere l’orizzonte di un ente locale che non si preoccupa solo di gestire, ma anche di progettare uno sviluppo che sia equo, sostenibile e attento all’interesse generale”.
Tag dell'articolo: Comune di Perugia, giacopetti, PD, tagli.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
