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Perugia, il Comune approva il Piano delle alienazioni “bluffando” su Palazzo Rossi Scotti

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Perplessità da parte delle opposizioni. La consigliera Pd Erika Borghesi presenta un'interrogazione sulla situazione delle permute degli immobili comunali, in particolare di quelli di proprietà del centro diocesano per il sostentamento del clero

 
Perugia, il Comune approva il Piano delle alienazioni “bluffando” su Palazzo Rossi Scotti
Perugia. Lunedì pomeriggio il Consiglio comunale di Perugia ha approvato con 19 voti a favore e 12 astensioni il Pavi, Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari, già approvato in II Commissione lo scorso 3 luglio con 10 voti a favore e 3 astenuti.

Il Piano – Come riferito in Consiglio dal presidente della II Commissione, Francesco Vignaroli, il Piano riguarda sia le alienazioni di beni di proprietà comunale, che permute, trasformazioni del diritto di uso in proprietà, costituzioni di servitù e costituzione di diritti di superficie. Per ciò che concerne la prima annualità (2015) sono previste 37 alienazioni, 3 permute, una trasformazione del diritto d’uso in proprietà, 7 costituzioni di servitù, 3 costituzioni di diritti di superficie. Per la seconda annualità (2016), invece, sono previste 9 alienazioni e per la terza annualità (2017) due. Complessivamente, l’ importo delle alienazioni per il 2015 supera i 12 milioni di euro.

Palazzo Rossi Scotti – Il Presidente Vignaroli ha riferito, nello specifico, che tra le alienazioni è stata inserita anche quella connessa a Palazzo Rossi Scotti, immobile sul quale vige da anni un incomprensibile vincolo per la sua destinazione a fini di giustizia. A causa del “groviglio burocratico”, pur essendo il palazzo inutilizzato da diversi anni e pur necessitando di un’importante opera di ristrutturazione, il Comune non è finora riuscito ad ottenere dal Ministero di Giustizia le risposte positive che consentirebbero di “sbloccare” la situazione. Per questo il Comune ha deciso quest’anno, con una sorta di “provocazione”, di inserire il palazzo tra i beni alienabili, con l’obiettivo di stimolare il Ministero a prendere una posizione chiara e definita.

Le opposizioni – Al termine della relazione hanno preso la parola il consigliere PD Tommaso Bori che, proprio in relazione a palazzo Rossi Scotti, ha espresso dubbi sulla legittimità del Pavi proprio a causa del vincolo che vige sulla struttura. Secondo il consigliere, infatti, è discutibile inserirlo nel piano delle alienazioni essendo lo stesso vincolato. La capogruppo del Movimento 5 Stelle Cristina Rosetti, sempre in relazione a Palazzo Rossi Scotti, il cui valore stimato è di circa 1,5 milioni di euro, oltre a sottolineare le perplessità rispetto alla “provocazione” che il Comune intende fare nei confronti dl Ministero mettendo il palazzo nel Pavi ha proposto, anziché venderlo, di utilizzare quello, come altri immobili analoghi, per la politica di ripopolamento del centro storico, almeno nell’ attesa di poterlo vendere nei tempi e modi opportuni.

La situazione delle permute – Durante la seduta, la consigliera Pd Erika Borghesi ha interrogato l’assessore al Bilancio Cristina Bertinelli sulla situazione delle permute, con particolare riferimento agli immobili di proprietà dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero Perugia-Città della Pieve, “quali ad esempio – spiega Borghesi in una nota – i campi da calcio siti in Pila e S’Enea e il parcheggio di Civitella Benazzone, da permutare con beni del Comune di Perugia quali la chiesa, l’oratorio e il campanile di Collestrada e le torri campanarie di Mugnano, Bagnaia e Fontignano, e quali fossero le tempistiche per la loro effettiva concretizzazione. L’assessore, evidentemente impreparato, ha glissato l’argomento e il presidente del Consiglio Varasano ha provveduto a mettere immediatamente l’atto in votazione, senza dare il tempo per sollecitare una sua opportuna risposta”. Da qui la decisione del consigliere Borghesi di presentare un’interrogazione per “avere delucidazioni sulla situazione delle permute degli immobili comunali”.

 

 

 

 

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