lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

A Perugia l’arrivo dei Re Magi

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

A Perugia la rappresentazione in piazza dell'arrivo dei Re Magi. Ad animarela manifestazione più di venti figuranti in costume d’epoca ad alcuni cavalieri con i loro cavalli, che hanno sfilato per le vie principali del centro storico

 
Perugia. Centinaia di famiglie con i loro bambini e numerosi fedeli hanno accolto l’invito dell’Ufficio diocesano per la Pastorale familiare e la vita a partecipare nel pomeriggio del 6 gennaio, giorno dell’Epifania del Signore in cui la Chiesa celebra anche la Giornata dell’Infanzia missionaria, alla Sacra rappresentazione dell’arrivo dei Re Magi nella cattedrale di San Lorenzo in Perugia. E’ un atteso evento, sempre molto partecipato, che si tiene da oltre un decennio, curato quest’anno dagli Oratori e dalle comunità del Cammino neocatecumenale presenti nella Parrocchia della Sacra Famiglia di Nazareth in San Sisto. Ad animare l’arrivo dei Magi sono stati più di venti figuranti in costume d’epoca ad alcuni cavalieri con i loro cavalli, che hanno sfilato per le vie principali del centro storico di Perugia.

La celebrazione – Ad accogliere il corteo festante dei Re Magi sulla gradinata della cattedrale c’era il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, che, al termine della Sacra rappresentazione, ha salutato bambini ed adulti con queste significative parole: «la festa dell’Epifania è la sintesi di tutto il mistero del Natale, perché è Gesù che si manifesta immagine e si manifesta ai popoli di tutta la terra. C’è questa completezza dell’evangelizzazione e il Natale è la festa dei bambini, perché ricorda il momento della nascita del Signore, Dio che si è fatto bambino».

I bambini – «I protagonisti del Natale sono proprio tutti i bambini – ha evidenziato il cardinale –. Oggi, nella nostra cattedrale, questi bambini rappresentano tutti i loro coetanei del mondo, soprattutto quelli che sono in condizione di sofferenza a causa delle guerre e della fame. I nostri bambini vogliono dirci che il Natale è un annuncio di pace, di giustizia e di bontà per tutte le nazioni e che vale per tutti i popoli, perché gli angeli sulla grotta di Betlemme, non dimentichiamolo, hanno cantato: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”. I bambini sono l’espressione più significativa del Natale per richiamare i valori della pace, dell’amore, della solidarietà, della benevolenza verso tutti. Questi valori i nostri bambini li vivono come Gesù Bambino e, quindi, è significativa la loro numerosa presenza accolta come un grande richiamo per tutti. I bambini hanno tanta tenerezza nel cuore e noi adulti, per renderci conto della grandezza del Natale del Signore, dobbiamo tornare bambini». Il cardinale ha ricordato l’insegnamento del Natale: «i bambini sono i nostri maestri e noi dobbiamo imparare da loro quella pace, quella bontà, quella giustizia e quell’amore fra gli uomini e quella bellezza che gli angeli hanno cantato a Betlemme».

Avviandosi alla conclusione, il porporato si è soffermato sull’ingenuità positiva dei bambini, quell’ingenuità che spesso agli adulti manca, ma che è importante per essere più buoni e più cristiani. «Ho chiesto ad un bambino, che era seduto accanto a me in cattedrale – ha raccontato il cardinale Bassetti –, se voleva scambiare il suo berrettino con la mia berretta da cardinale, ma lui mi ha risposto: “no, no, mi tengo il mio cappellino”. Non so se l’avessi chiesto ad un prete, ad un vescovo cosa avrebbero risposto, perché è un bel dono che il Papa fa nel donare una berretta da cardinale…, ma al bambino non gli importa nulla della berretta, gli piace il suo berrettino colorato… Questi sono i nostri bambini, questa è la scuola del Natale, che dobbiamo portarcela dentro per diventare tutti un po’ più buoni e dare un nuovo volto alle nostre case, alle nostre parrocchie, alla nostra città. Impariamo il Natale dal nostri bambini».

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