lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Perugia, scoperto un laboratorio tessile cinese in nero

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

In quattro senza contratto: per la titolare quasi 20mila euro di multa e sigilli all'attività

 
Perugia, scoperto un laboratorio tessile cinese in nero

L’operazione – Nuovo blitz dell’Arma per controlli sui laboratori tessibili gestiti da cittadini cinesi. I controlli questa volta si sono indirizzati verso un capannone in una zona industriale della periferia del capoluogo umbro, denominato “stireria Lisa di Jin Lanying” che è stato setacciato dai carabinieri della Compagnia di Perugia insieme ai militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro e alla Polizia Municipale. L’operazione delle forze dell’ordine è scattata nella tarda notte di martedì, quando generalmente gli operai dovrebbero essere a casa. In questo caso, invece, alcuni erano alle macchine per cucire, mentre altri, dopo aver apposto sui capi di abbigliamento delle etichette riportanti un noto marchio U.S.A., confezionavano la merce.
Senza contratto – I militari nel fare irruzione nel laboratorio hanno sorpreso nove operai cinesi a lavoro, trovandosi di fronte ambienti particolarmente disordinati ed angusti. Anche se è emerso che i lavoratori non dimorano negli stessi locali ma in appartamenti limitrofi, questi ultimi sono risultati comunque insalubri. Nel corso del controllo agli operai, i militari ne hanno individuati quattro che prestavano l’attività lavorativa senza un regolare contratto di assunzione. I carabinieri del NIL hanno quindi disposto la sospensione dell’attività lavorativa: da ieri il laboratorio cinese è stato costretto a chiudere i battenti. La titolare dell’attività, una cinese di 43anni residente a Torgiano, ha ricevuto una sanzione amministrativa di circa 18.000 euro e la chiusura dell’attività. Per riprendere la produzione la titolare dovrà mettere in regola i suoi dipendenti e pagare la multa. Sono tuttora in corso accertamenti per verificare l’autenticità del marchio e delle etichette, nonché sulla provenienza e la composizione della merce, finalizzati all’emersione di eventuali reati di importazione e commercio di prodotti contraffatti e frode in commercio.

 

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