Lo spacciatore – J.A., queste le sue iniziali, aveva 36 anni e risiedeva a Perugia da sette: aveva la sua base operativa in centro storico, in zona San Francesco al Prato. Per anni l’uomo ha tenute impegnate le forze di polizia che lo hanno fermato più volte: nel 2011, ad esempio, la squadra mobile lo arrestò in possesso di 150 dosi di eroina.
Espulsione già decisa – Per tale reato era stato immediatamente condannato nel 2011 e il magistrato di sorveglianza aveva disposto la sua espulsione al termine del periodo detentivo in carcere. Tale espulsione però non venne eseguita – nonostante la Questura lo avesse rintracciato e trasferito ad un C.I.E. – perché l’uomo aveva inoltrato istanza di protezione internazionale, riferendo che in patria sarebbe stato vittima di persecuzioni. Nel frattempo ha continuato a spacciare in città, subendo altri due arresti. Attualmente stava completando di scontare la sua pena nell’abitazione della sua giovane convivente italiana, in centro storico.
Il rimpatrio – L’Ufficio Immigrazione da tempo aspettava che cessassero gli impedimenti al suo allontanamento dal territorio nazionale: proprio in questi giorni l’uomo ha concluso il suo periodo detentivo e la sua istanza di asilo internazionale è stata rigettata. Così l’altro ieri (giovedì 2 giugno) la squadra mobile lo ha localizzato e accompagnato in Questura. Egli è stato dunque forzatamente accompagnato da due squadre di poliziotti dell’Ufficio Immigrazione: una che lo ha scortato fino a Fiumicino ed una, specializzata nei servizi internazionali, che è salita con lui a bordo dell’aereo diretto a Tunisi e lo ha consegnato alla Polizia locale.
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