Il Partito Democratico -Da una parte, il Pd regionale rivendica il proprio intervento di mobilitazione per risolvere la difficile situazione dell’azienda, a seguito della richiesta di un incontro urgente che la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini ha rivolto ai vertici di Perugina-Nestlè. E’ la prova – sottolineano Giacomo Leonelli,segretario del Pd Umbria, e Francesco Maria Giacopetti, segretario del Pd di Perugia – che attesta “ancora una volta la volontà delle istituzioni guidate dal centrosinistra di tenere i piedi ben piantati tra le istanze dei cittadini e di mettere in cima alla lista delle priorità la difesa del territorio, delle realtà produttive, della buona occupazione”. “Non più tardi di sabato – ricordano i segretari democratici – abbiamo incontrato, insieme al responsabile economico nazionale Pd Filippo Taddei, rappresentanti dei lavoratori e delle Rsu della Perugina, raccogliendo segnali preoccupanti per la tenuta di un’azienda vitale per il tessuto produttivo cittadino e regionale oltre che per il futuro occupazionale del territorio. In quella sede abbiamo ribadito e ribadiamo la necessità e l’urgenza di tenere alta l’attenzione sugli strumenti a disposizione per un confronto con l’azienda per evitare il peggio. Dobbiamo mettere in campo ogni sforzo possibile e il Pd è pronto a fare la sua parte”.
L’accusa – Da qui l’affondo nei confronti degli avversari. “Quello che stupisce e preoccupa – sottolineano Leonelli e Giacopetti -, in questa situazione, è il silenzio dell’amministrazione comunale di Perugia, a guida centrodestra. Il ruolo delle istituzioni, come abbiamo visto a Terni, è determinante e non possiamo permetterci che il Comune capoluogo rimanga in disparte in una partita in cui è in gioco il futuro della città, dell’Umbria oltre che di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie”.
Il centrodestra – La risposta del centrodestra non si è fatta attendere, ad opera del consigliere Ncd Emanuele Scarponi. “Già qualche settimana fa – spiega Scarponi – mi ero dichiarato preoccupato per l’assenza dello stand della Perugina sotto il marchio Nestlé a Expo 2015. Sintomo e segno, per quel che mi riguarda, di totale disinteresse da parte dei proprietari del marchio della nostra storica azienda locale. Solo oggi i massimi dirigenti del PD si muovono per incontri con i sindacati dell’azienda, quando forse ormai il piano industriale e commerciale di Nestlé già ha escluso il marchio Perugina dai proprio interessi”. “Trovo strumentale e inappropriato – conclude Scarponi – gridare contro la neo amministrazione comunale che da soli 6 mesi si trova a amministrare la città. Il problema ormai è da anni che andava letto e prevenuto. Anche questa volta la miopia e la non lungimiranza della classe dirigente del PD locale e dei suoi amministratori sta per mietere ulteriori vittime nel mondo del lavoro regionale”.
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