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Piano industriale Coop Centro Italia: per la Filcams Cgil ci sono “evidenti criticità”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Il sindacato ritiene "inaccettabile che le risorse per finanziare lo sviluppo provengano in gran parte dal taglio del costo del lavoro". No all'esternalizzazione del magazzino di Castiglione del Lago.

 
Piano industriale Coop Centro Italia: per la Filcams Cgil ci sono “evidenti criticità”
Regione Umbria.  Nell’incontro di lunedì primo febbraio, Coop Centro Italia ha presentato alle organizzazioni sindacali il nuovo piano industriale del gruppo. Secondo quanto presentato, l’obiettivo prioritario è quello di far crescere i fatturati del gruppo (Coop Italia, Mmc, Superconti) ed è prevista nel triennio l’apertura di 20 unità produttive in Umbria, in Toscana, ma anche nel Lazio, attraverso Superconti. Il gruppo dovrebbe così passare da 3500 dipendenti circa, a 4000.

Più equilibrio Il marchio Superconti non verrà sostituito, ma manterrà autonomia e quindi politiche commerciali e offerta che potranno essere diversificate da quelle di Coop. L’impresa ha inoltre dichiarato la possibilità che lo sviluppo della rete Superconti venga fatto attraverso il franchising. Gli investimenti fatti, in particolare per l’acquisizione di Superconti, e quelli programmati per il futuro, volti a creare un maggior equilibrio tra attività finanziaria, prestito soci e gestione caratteristica, hanno bisogno secondo l’impresa cooperativa di trovare una maggior redditività all’interno del gruppo.

Gli interventi in programma Il piano di riorganizzazione prevede numerosi interventi: centralizzazione degli acquisti al fine di approfittare di economie di scala più ampie (l’intervento non produrrebbe esuberi); integrazione dei magazzini, affidando a quello di Terni, già terziarizzato, freschi, ortofrutta, salumi e latticini e a quello di Castiglione del Lago i generi vari. Questo, secondo la Filcams Cgil, però genererebbe 50 esuberi nel magazzino di Castiglione del Lago, che potrebbero trovare ricollocazione nella rete vendita, e un maggior fabbisogno pari a circa 30 unità a Terni. “Inoltre, il magazzino di Castiglione dovrebbe essere totalmente terziarizzato e affidato alla stessa azienda che gestisce il magazzino di Terni. Oltre a questo è prevista la dismissione della rete vendita abbigliamento di Superconti con conseguente esubero di personale, rispetto al quale l’azienda si è impegnata ad una ricollocazione nella rete vendite, mantenendo fede al principio evidenziato nelle trattativa della massima tutela dei livelli occupazionali”.

Le criticità Il sindacato, alla luce di tutto ciò, ha fatto notare che il piano presenta evidenti criticità. “Da un lato – ha spiegato in una nota – si generano esuberi, rispetto ai quali le dichiarazioni di ricollocazione fatte dall’impresa necessitano di una attenta verifica di fattibilità. Dall’altro, il mantenimento dei livelli occupazionali e la ricerca di redditività passerebbero evidentemente attraverso un netto peggioramento delle condizioni di lavoro e contrattuali dei dipendenti, in particolare modo nel magazzino Coop di Castiglione del Lago ed eventualmente per i lavoratori in esubero dei negozi di abbigliamento di Superconti”.

No all’esternalizzazione La Filcams Cgil, condividendo la necessità che il piano venga attuato, soprattutto nella parte che prevede il consolidamento della cooperativa per lo sviluppo, ritiene quindi “inaccettabili le ipotesi di esternalizzazione del magazzino di Castiglione del Lago, il fatto che le risorse per finanziare lo sviluppo provengano in gran parte dal taglio del costo del lavoro, e la mancata chiarezza sulla eventuale ricollocazione dei lavoratori Superconti e Coop. Le parti hanno aggiornato il confronto e le organizzazioni sindacali si sono riservate di valutare tutte le soluzioni utili alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del gruppo”.

Vendite nel 2015 positive Nello stesso incontro, fa notare l’organizzazione sindacale, “si è discusso dei risultati delle vendite del 2015 che sono stati leggermente positivi rispetto al budget, e, così come prevede l’integrativo, le parti hanno concordato il premio per il 2015, che sarà così composto: per i lavoratori Coop, 310 euro uguali per tutti, di cui 250 in buoni acquisto e 60 in denaro erogati il 10 di febbraio 2016; per i lavoratori Mmc 150 euro uguali per tutti in buoni acquisto erogati il 10 febbraio 2016. Si tratta di un risultato sicuramente positivo del confronto, di cui però sarà difficile apprezzare i risultati vista la pesante riorganizzazione”.

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