lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Piano trasporti regionale, per Liberati M5S, nasce vecchio, con riferimenti e proposte antiquate

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

"Facciamo pagare il pedaggio ai tir con sistema free flow senza barriere, entrerebbero 15 milioni di euro l'anno. E poi basta trascurare la ex FCU anche ai fini del trasporto merci"

 
Piano trasporti regionale, per Liberati M5S, nasce vecchio, con riferimenti e proposte antiquate
Regione Umbria. “No al flusso di camion di fuori regione che percorrono integralmente la E45 quale corridoio gratuito e alternativo alla A/1, scaricando il loro black carbon, distruggendo l’infrastruttura e aumentando l’incidentalità: un pedaggio imposto esclusivamente ai Tir col sistema free flow, senza barriere, entrerebbero almeno 15 milioni di euro/anno, utili come il pane a una strada ridotta a colabrodo per via di una politica trasportistica senza slanci e troppo spesso balbuziente”. La critica al Piano regionale dei trasporti 2014-2024 viene dal consigliere Andrea Liberati (M5s), che annuncia emendamenti al documento e chiede anche un “rilancio della Ferrovia centrale umbra per il trasporto merci”. “Un secolo dalla costruzione della ex MUA, ex FCU – ricorda Liberati – quasi mezzo secolo dall’apertura dei primi tratti della SS 3/bis, infrastrutture che innervano l’Umbria, così liberata dalla propria atavica emarginazione fisica rispetto al resto d’Italia. Ma da alcuni anni si registra un crescente rischio di ritorno all’antico isolamento stradale e ferroviario, non essendo stata effettuata una sistematica manutenzione programmata né per la E/45, né per il ferro. Contro questa prospettiva occorrerebbe un serio Piano trasporti, ma quello 2014-2024 della Regione nasce vecchio, con riferimenti e proposte antiquate, che indugiano ancora sulla gomma, provocando anzitutto la morte della ex FCU, scavalcata, nelle intenzioni della Regione, da un servizio di autobus potenziato che preveda al riguardo l’attrezzaggio della sede stradale per la loro fermata, inclusa la viabilità principale: stop anche lungo la superstrada dunque? Assurdo”. “Una ex FCU ampiamente trascurata – prosegue – pure a fini di trasporto merci: su quasi 400 pagine di analisi, non una parola. Eppure il tema fu sollevato anche dallo stesso PD, con il consigliere Chiacchieroni, e del resto la ex FCU fu usata a lungo per questo.  Sviluppumbria nel 2012 raccolse l’interesse degli operatori, a partire dalle Fornaci Briziarelli contigue alla ferrovia, ma costrette a invadere di laterizi la E/45, come altri fanno con l’acqua e il resto (Sangemini). Intanto, fuori dagli stabilimenti, centinaia di Tir stazionano quotidianamente a motore acceso, lasciando il loro generoso carico di particolato. E, grazie al diesel, il benzo(a)pirene è sopra soglia sia nella Val Tiberina che nella Conca Ternana, fenomeno che, non a caso, il Ministero dell’Ambiente rammenta alla Regione, nelle proprie osservazioni al Piano”. “Il M5S – afferma Liberati – presenterà alcuni precisi emendamenti al Piano trasporti: basta anzitutto al flusso di camion extraregionali che percorrono integralmente la E/45 quale corridoio gratuito e alternativo alla A/1: quasi 3.000 TIR/giorno che scaricano qui il loro black carbon, distruggendo l’infrastruttura, aumentando un’incidentalità il cui peso è “più elevato che nel resto del Paese, determinando uno svantaggio competitivo tra i 90/180 milioni di euro che gravano sul sistema regionale” e che incidono “direttamente sulle prospettive di crescita economica e occupazionale regionale).  Tale flusso di camion extraregionali (quasi il 20 per cento del totale, dati della Regione) deve pagare i costi della devastazione: solo così l’Umbria può contenere il numero dei Tir e risanare una E/45 altrimenti destinata, come la ex FCU, a finire chiusa per lunghi tratti e per molto tempo, perché il Governo già oggi non interviene più. Un pedaggio imposto esclusivamente ai Tir col sistema free flow, senza barriere: entrerebbero almeno 15 milioni di euro/anno, utili come pane a una strada ridotta a colabrodo per via di una politica trasportistica senza slanci e troppo spesso balbuziente. Si cambi subito – conclude – o l’isolamento dell’Umbria sarà inevitabile”.

 

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