lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Polemica sull’immigrazione: la vice presidente Casciari “E’ ora di finirla con i luoghi comuni”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Dibattito tra il consigliere Zaffini e la vice presidente Casciari sull'immigrazione. "La Giunta regionale programma azioni finalizzate a favorire l'inclusione di persone straniere per migliorare la vita. E' ora di finirla con i luoghi comuni"

 
Regione Umbria.  “Non sorprendono le affermazioni del consigliere regionale Zaffini visto che, ormai da tempo, siamo abituati alle sue esternazioni che poco hanno a che fare con lo spirito di accoglienza che caratterizza la nostra regione”. E’ quanto afferma la vicepresidente della Regione Umbria, Carla Casciari, in merito alle critiche sollevate dal capogruppo in consiglio regionale di Fratelli d’Italia, circa l’istituzione del Tavolo antidiscriminazione.
“A Zaffini, dichiara Casciari, voglio dire che conosciamo bene il problema della sicurezza nelle città umbre e italiane  perché non viviamo protetti da una sfera di cristallo, ma è proprio per tale ragione e per evitare che si possa fare di tutte le erbe un fascio, che la Giunta regionale programma azioni finalizzate a favorire l’inclusione di persone straniere che arrivano nella nostra terra per migliorare la loro vita e che, una volta arrivati, trovano un lavoro, che molto spesso gli italiani non vogliono più fare, e rispettano le regole del nostro Stato”.
“E’ ora di dire basta ai luoghi comuni  che  inseriscono tutti gli extracomunitari tra coloro che arrivano in Italia per delinquere. Stereotipi questi, che contribuiscono solo ad aumentare le ostilità tra persone di etnie diverse. Al contrario, voglio ricordare che l’ultimo dossier sull’immigrazione ci conferma il fatto che sull’occupazione complessiva in Italia, anche negli anni della crisi, seppure con ritmi contenuti, si segnala un aumento degli occupati stranieri in termini assoluti e con un’incidenza percentuale del 10 per cento sull’occupazione totale, anche se si tratta di impieghi a bassa qualificazione e retribuzione, poco ambiti dagli italiani. E tutto ciò  con conseguenti benefici per le casse statali. Il rapporto tra la spesa pubblica per l’immigrazione, da una parte, e i contributi previdenziali e le tasse pagate dagli immigrati, dall’altra, – ha precisato Casciari – mostra che, anche nell’ ipotesi meno favorevole di calcolo, nel 2011 gli introiti dello Stato riconducibili agli immigrati sono stati pari a 13,3 miliardi di euro, mentre le uscite sostenute per loro sono state di 11,9 miliardi, con una differenza in positivo per il Paese di 1,4 miliardi. L’obiezione ricorrente secondo cui l’integrazione degli immigrati costa troppo all’Italia quindi, non trova riscontro nell’analisi delle singole voci di spesa. L’Italia invece, sostiene una spese di rilevante portata per interventi di contrasto all’irregolarità o gestione dei flussi in un’ottica emergenziale”.

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