martedì, 3 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Polizia arresta rapinatore polacco in esecuzione di un mandato d’arresto europeo

Redazione Perugia Online

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L'uomo, nel lontano 2003 e nel successivo anno 2006, in Polonia, era inserito in un contesto criminale e probabilmente si era reso responsabile, unitamente a dei complici, di due rapine

 
Polizia arresta rapinatore polacco in esecuzione di un mandato d’arresto europeo
Perugia.  Quando il giovane polacco, in prima mattinata, ha visto piombare la polizia nell’abitazione della sua famiglia, non immaginava assolutamente il motivo della visita.
Con grande sorpresa, infatti, ha appreso dai poliziotti della sezione criminalità organizzata della squadra mobile, che a causa dei gravi fatti di cui si era reso responsabile in gioventù in Polonia, due rapine, era giunta l’ora di pagare il conto con la giustizia. Gli agenti si erano posti sulle sue tracce su richiesta delle autorità polacche al servizio di cooperazione internazionale di polizia del dipartimento di pubblica sicurezza direzione centrale della polizia criminale.
Difatti erano state attivate le procedure per la esecuzione di due provvedimenti di carattere restrittivo, emessi per i gravi reati commessi in passato in Polonia e resi esecutivi in Italia per mezzo di altrettanti mandati di arresto europeo: il latitante da anni era residente a Perugia, a Fontivegge.
In Questura gli agenti gli hanno notificato i due provvedimenti esecutivi per i quali è stato accompagnato a Capanne, a disposizione della Corte di Appello di Perugia, competente alla loro ratifica e alla conseguente procedura estradizionale. P.K.W., trentunenne, polacco, era a Perugia da diversi anni con la sua famiglia, ove saltuariamente svolgeva la professione di aiuto cuoco. Precedentemente, in Polonia, nel lontano 2003 e nel successivo anno 2006, probabilmente poiché inserito in un contesto criminale, si era reso responsabile, unitamente a dei complici, di due rapine. I predetti trascorsi criminali, a seguito di indagini condotte dalla polizia polacca, avevano poi dato origine alle due sentenze, divenute adesso definitive, con le quali è stato condannato a due pene detentive pari a 2 anni ciascuna, al netto del periodo di detenzione scontato in regime di custodia cautelare. Le due sentenze di condanna, una volta divenute inappellabili, sono state poi trasfuse in due provvedimenti di cattura previsti dalla normativa di giustizia europea, divulgati in Italia grazie alla divisione SI.RE.NE. della predetta direzione centrale, che è il punto di contatto operativo, attivo 24 ore su 24, tra il dipartimento della pubblica sicurezza e quindi le forze di polizia italiane e le polizie dei paesi che hanno aderito al trattato di Schengen.
Oltre ai trascorsi giudiziari polacchi, l’arrestato annovera diversi precedenti di polizia anche in Italia: nel giugno 2015 è stato denunciato dai carabinieri di Perugia per resistenza a P.U. e rifiuto di fornire le proprie generalità.
Già nel 2009, sempre gli agenti della Squadra Mobile, ne eseguirono la cattura in virtù di un precedente provvedimento di cattura europeo emesso a seguito della condanna per lesioni personali.

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