I due soggetti vengono accompagnati in Questura per procedere ad un’accurata perquisizione personale e del veicolo, che si conclude senza trovare nulla di anomalo se non abbigliamento e materiali da lavoro, che rivelano l’attività svolta dai due giovani ovvero quella di asfaltisti.
Ma in Questura i sospetti dei poliziotti trovano conferma: il più giovane dei due è ricercato per la notifica di un provvedimento inserito dalla Squadra Mobile della Questura di Bolzano. Grazie all’immediato raccordo tra le due Questure, ecco disvelata la caratura criminale degli irlandesi fermati ed il chiaro ed evidente scopo della loro presenza in città ma, soprattutto, all’Ufficio Postale: P.O.D., il più giovane dei due, era ricercato su tutto il territorio nazionale perché aveva fatto perdere le proprie tracce, improvvisamente, da Bolzano. Nei suoi confronti era pendente la notifica di un avviso di garanzia, con annesso provvedimento di sequestro di circa 24.000 euro, in quanto indagato dalla Squadra Mobile di quella città nell’ambito di un procedimento penale aperto dalla quella Procura della Repubblica; in particolare P.O.D. è accusato di una serie di truffe perpetrate ai danni di ben 6 diversi soggetti residenti a Bolzano e che, in diverse occasioni, avevano presentato querela nei confronti suoi e di alcuni suoi connazionali, tutte per lo stesso motivo.
La condotta degli irlandesi era la seguente: fingendosi esperti nell’apposizione di asfalto e bitumi, traendo i clienti in inganno anche indossando, indebitamente, casacche colorate dell’A.N.A.S., proponevano la stipula di contratti, attraverso la loro società, appositamente avviata ed aperta con normale partita IVA a nome di uno dei soggetti puliti del gruppo, per la bitumazione o l’asfaltatura di strade, eseguendo il lavoro sempre in maniera parziale e con materiali scadenti per poi, dopo aver preso almeno un anticipo per le spese dei lavori, darsi alla fuga e far perdere ogni traccia di sé.
All’esito dell’indagine di Bolzano, al riguardo, il giovane fermato a Perugia venne indagato con altri 3 connazionali, uno dei quali intestatario e titolare della società e responsabili, secondo laccusa, di ben 6 diverse truffe e per le quali percepivano, complessivamente, prima di scomparire, la somma di circa 75.000 euro, 50.000 dei quali spariti ed il resto sottoposti a sequestro. E proprio per questo motivo che i due irlandesi, uno dei quali già indagato ma un altro incensurato e, guarda caso, titolare di unaltra società con sede in Altamura (Ba), venivano beccati proprio presso un Ufficio Postale: i due, secondo la ricostruzione degli agenti ma anche secondo le prime ed incaute dichiarazioni dei due irlandesi, erano proprio in procinto di aprire un conto corrente postale, sul quale avrebbero immediatamente versato la somma contante di cui sono stati trovati in possesso (circa 700 Euro) e su cui appoggiarsi per portare a segno chissà quante truffe analoghe ai danni di persone fisiche e società perugine! All’esito dell’intervento, al giovane indagato veniva notificato l’avviso di garanzia di Bolzano, con contestuale nomina di un difensore di fiducia e sequestro della somma a lui già ritirata a Bolzano, ma soprattutto gli veniva notificato un provvedimento altrettanto efficace a firma del Questore di Perugia dottor Carmelo Gugliotta: un ordine di allontanamento dal Comune di Perugia per anni 3 (il cosiddetto foglio di via).
Dopo la formalizzazione degli atti, l’irlandese, insieme al suo complice, rassicurava i poliziotti operanti di essere intenzionato ad allontanarsi immediatamente da Perugia non soltanto in virtù del provvedimento interdittivo appena emesso a suo carico ma, anche perché, come ha sinceramente ammesso agli agenti, non avrebbe mai immaginato di essere scoperto addirittura prima ancora di aprire il conto corrente postale e quindi di mettere in atto le condotte criminali fraudolente nelle quali, ormai, si è specializzato: meglio cambiare aria!
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