I sindacati dei lavoratori postali (100mila iscritti su 142mila dipendenti in Italia) Slc Cgil, Slp Cisl, Uil Post e Failp Cisal dell’Umbria che hanno annunciato per la prossima settimana le prime iniziative di mobilitazione, insieme alle confederazioni e ai sindacati pensionati, con due presidi sotto le prefetture di Perugia e “Siamo preoccupati non solo per i pesanti riflessi sul lavoro che le scelte di Poste, avallate dalla politica, avranno – hanno detto i rappresentanti dei sindacati umbri – ma anche per gli effetti sui cittadini. Tra l’altro a marzo è annunciata una ristrutturazione del servizio di recapito, con la consegna che, in quasi tutti i comuni dell’Umbria, diventerà a giorni alterni”. Dunque, quello che i sindacati denunciano, è un “vero e proprio smantellamento” di
servizi essenziali alla cittadinanza. Il tutto “senza che l’azienda, che nel frattempo vanta bilanci ‘scoppiettanti’, accetti il minimo confronto”.
Per questo i sindacati si rivolgono anche alle istituzioni e alla politica, che “ha avallato con le leggi (in particolare il decreto Scajola) questo comportamento”. “Si stanno chiudendo, attraverso una razionalizzazione calata dall’alto e senza confronto – hanno concluso i sindacati – uffici postali che hanno un elevato potenziale, con posti di lavoro persi che non si recupereranno. Ma Poste non può ragionare solo in termini di profitti e ricavi, perché svolge anche un ruolo sociale”. Per difendere questo ruolo e il lavoro i sindacati sono pronti a una lunga mobilitazione, senza escludere forme di lotta anche più dure, come lo sciopero.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
