lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Poste Italiane, a rischio 15 uffici anche in Umbria

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Altri 18 uffici passerebbero ad un'apertura parziale limitata ad alcuni giorni della settimana. L'allarme lanciato dalla Cgil: "si avranno gravi disservizi"

 
Poste Italiane, a rischio 15 uffici anche in Umbria
Perugia. La voce circolava già da un po’, soprattutto in vista dello sbarco in Borsa di Poste Italiane. La sforbiciata ai vari uffici territoriali di Poste italiane riguarderà oltre 400 sportelli in tutta Italia dando vita a un esodo di circa 20 mila dipendenti sui 144 mila totali. L’Umbria non sarà esente da questi tagli, Poste Italiane ha infatti annunciato di voler chiudere totalmente e con effetto immediato ben 15 uffici postali tra i quali Castel Ritaldi, Annifo, Capodacqua, Perugia Piazza Garibaldi, Ripa,Villastrada, Sant’Egidio, Collazzone, Gioiella, Collestatte, Porchiano, Schifanoia,Sugano, Capitone e Melezzole.

L’allarme della Cgil: Altri 18 uffici passerebbero ad un’apertura parziale limitata ad alcuni giorni della settimana. “Tutto questo ha un effetto sui livelli occupazionali, ma anche sul servizio che viene erogato ai cittadini soprattutto i più anziani – afferma Mario Bravi, segretario regionale Cgil Umbria. – Ricordiamo che l’Umbria è una Regione che ha una popolazione diffusa sul territorio ed eliminare i servizi postali arreca un gravissimo disservizio. Per noi infatti Poste Italiane è un punto di servizio e non semplicemente un centro di vendita come il Governo e il management intendono affermare”.

La richiesta al governo – “Nella nostra Regione questa logica va assolutamente contrastata, per questo come CGIL e come SLC dell’Umbria chiediamo un immediato incontro alla Regione dell’Umbria e ai Parlamentari umbri per contrastare l’ennesima azione di smantellamento che rischia di colpire i cittadini più deboli e più bisognosi di tutela. Pensiamo che sia possibile e necessario impedire questo ulteriore sfregio alla coesione sociale della nostra Regione”.

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