L’allarme della Cgil: Altri 18 uffici passerebbero ad un’apertura parziale limitata ad alcuni giorni della settimana. “Tutto questo ha un effetto sui livelli occupazionali, ma anche sul servizio che viene erogato ai cittadini soprattutto i più anziani – afferma Mario Bravi, segretario regionale Cgil Umbria. – Ricordiamo che l’Umbria è una Regione che ha una popolazione diffusa sul territorio ed eliminare i servizi postali arreca un gravissimo disservizio. Per noi infatti Poste Italiane è un punto di servizio e non semplicemente un centro di vendita come il Governo e il management intendono affermare”.
La richiesta al governo – “Nella nostra Regione questa logica va assolutamente contrastata, per questo come CGIL e come SLC dell’Umbria chiediamo un immediato incontro alla Regione dell’Umbria e ai Parlamentari umbri per contrastare l’ennesima azione di smantellamento che rischia di colpire i cittadini più deboli e più bisognosi di tutela. Pensiamo che sia possibile e necessario impedire questo ulteriore sfregio alla coesione sociale della nostra Regione”.
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