lunedì, 2 febbraio 2026 Ultimo aggiornamento il 15 dicembre 2025 alle ore 15:31

Poste: un respiro di sollievo per i comuni umbri

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Il Tar del Lazio annulla la chiusura delle poste di Capitone di Narni, Annifo e Capodacqua di Foligno, Collestatte di Terni e Villastrada di Castiglione del Lago.

 
Poste: un respiro di sollievo per i comuni umbri

Regione Umbria. “Come era ampiamente prevedibile, il Tar del Lazio sta rapidamente esaurendo la lista di uffici postali che devono rimanere aperti, annullando le chiusure che, lo scorso anno, Poste Italiane aveva deciso nei confronti di numerosi uffici umbri”.

L’assessore regionale Antonio Bartolini annuncia, con molta soddisfazione, che proprio ieri, la terza sezione del Tar ha accolto i ricorsi presentati dai rispettivi comuni, con il sostegno della Regione, ed ha stabilito che gli uffici di Capitone di Narni, Annifo e Capodacqua di Foligno, Collestatte di Terni, Villastrada di Castiglione del Lago e Collazzone dovranno rimanere aperti. In precedenza il Tar si era già espresso sugli uffici di Melezzole di Montecchio, Sugano di Orvieto e S.Egidio di Perugia, mentre Poste Italiane nei giorni scorsi aveva deciso di ritirare il provvedimento di chiusura annunciato per l’ufficio di Porchiano di Amelia. “Le motivazioni – ha affermato Bartolini – sono pressoché identiche per tutti gli uffici postali. Era necessario infatti – a giudizio del Tar – “indicare puntualmente” le ragioni per cui, nel luogo interessato dalla soppressione, restino “garantite prestazioni di servizi conformi agli obblighi imposti a livello europeo e nazionale” (stante l’ineludibilità della prestazione del servizio universale), con conseguente illegittimità della determinazione basata sulla sola esigenza di assicurare l’equilibro economico, perché – prosegue la sentenza –  se è vero che gli uffici postali cosiddetti marginali rappresentano verosimilmente un costo elevato per Poste Italiane, è vero anche che il loro ridimensionamento, ovvero la loro razionalizzazione, non può avvenire seguendo una logica solamente di tipo economico e senza prevedere valide alternative”.

Infatti, stando a quanto scritto dal Tribunale Amministrativo, la chiusura di un ufficio postale non può essere disposta solo per ragioni di carattere economico, senza considerare il criterio di distribuzione degli uffici postali e, soprattutto, senza ponderare il pregiudizio alle esigenze degli utenti derivante dalla chiusura dell’ufficio.

“Ci siamo ormai mettendo alle spalle una vicenda che aveva molto preoccupato i cittadini e le istituzioni interessate – ha sottolineato l’assessore ed il buon esito di tutti i ricorsi ovviamente ci lascia molto soddisfatti e premia l’impegno della Regione e dei Comuni che fin dall’inizio hanno reagito a provvedimenti assolutamente immotivati e dannosi per il territorio. Adesso la situazione torna alla normalità con il proseguimento delle attività negli uffici postali che sono coinvolti. Comunque, anche dopo queste sentenze che ci hanno dato ragione, – ha concluso Bartolini – resta la volontà di proseguire il confronto con Poste Italiane per giungere ad una organizzazione condivisa ed efficace dei servizi che metta al centro gli interessi dei cittadini e non soltanto quelli economici di un azienda”.

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